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Persecuzioni > Fondamentalismo e terrorismo

"Ragioniamo sulle responsabilità del conflitto"

L'intervista di Daniele Biella per Vita.it a Gabriele Nissim, nella quale il presidente di Gariwo ribadisce l'importanza di avviare un ragionamento sulle cause del conflitto tra Israele e Hamas e sulle responsabilità di entrambe le parti, per aprire la strada della riconciliazione


Persecuzioni > Diritti umani e crimini contro l'Umanità

La filosofia di Moshe Dayan

Nel 1956, un 21enne addetto alla sicurezza di un kibbutz, Roy Rotenberg, veniva barbaramente assassinato da predoni arabi, che recapitarono il corpo agli osservatori dell'ONU. Chemi Shalev ripercorre la vicenda su Haaretz, riportando passi dell'elogio funebre del ragazzo, pronunciato da Moshe Dayan.


Persecuzioni > Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Shlomo Avineri: Israele usi il pensiero creativo

Lo studioso pacifista su Haaretz espone le ragioni per cui non bisogna aspettarsi una soluzione del conflitto dai palestinesi. È Israele che deve fare uno sforzo, usando il "pensiero creativo" come guida nel dopo Oslo. 


Persecuzioni > Pulizia etnica Balcani

Srebrenica: Olanda responsabile per il massacro

La corte distrettuale dell'Aja ha riconosciuto l’Olanda responsabile per l'uccisione di oltre 300 bosniaci musulmani a Srebrenica nel luglio 1995: lo stato olandese avrebbe dovuto sapere che i musulmani sarebbero stati uccisi dai serbo-bosniaci, quando li consegnarono a questi ultimi.


Persecuzioni > Apartheid

Nadine Gordimer e l'apartheid

Non solo un Premio Nobel (per la letteratura, nel 1991). La scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, scomparsa a Johannesburg all’età di 90 anni, era per il suo Paese e per il mondo anche un simbolo della lotta contro l’apartheid.


Persecuzioni > Pulizia etnica Balcani

Da Srebrenica un messaggio di pace

Una marcia per la pace ha raggiunto Srebrenica per le celebrazioni del 19esimo anniversario del genocidio. In questo modo i partecipanti vogliono lanciare un messaggio di pace non solo per la Bosnia Erzegovina, che ancora lotta per sanare le ferite di quel conflitto, ma anche per il mondo intero.


Persecuzioni > Genocidio ebrei

Un monumento contestato

Da diversi giorni Budapest è il centro di una serie di proteste pacifiche. L'oggetto delle manifestazioni è un monumento che il governo Orban voleva inaugurare per celebrare il settantesimo anniversario dell'occupazione nazista del Paese. Ne abbiamo parlato con la traduttrice ungherese Andrea Rényi.


Le rubriche

L'intervista

L'Ucraina vista dalla Polonia

Appena rientrato da Kiev, Konstanty Gebert, giornalista e scrittore tra i più importanti in Polonia, ha parlato con Annalia Guglielmi delle divisioni che attraversano l'Ucraina, dell'impatto in Polonia di questa crisi e delle reali mire del Presidente russo Putin sulla regione e rispetto ai rapporti con l'Unione Europea e la NATO.


Il contributo

"Chi ha ragione in Medio Oriente?"

"Ci accostiamo a ogni questione in modo duale per scegliere da che parte stare, e poi è sempre quella in cui stanno coloro i quali noi riteniamo i buoni, gettando automaticamente gli altri nella posizione dei cattivi [...]". Il contributo dell'educatore Sandro Venturoli al dibattito aperto da Gariwo sul conflitto israelo-palestinese. 


La recensione

Come fossi solo

La storia di tre uomini loro malgrado coinvolti in una guerra fratricida e nelle sue conseguenze: un casco blu olandese, insofferente e nervoso, un soldato di origine croata militante nell’esercito serbo per poter sfamare moglie e figlia, un giudice spagnolo della corte penale internazionale impegnato nel successivo processo, annoiato e disilluso. Recensione di Tea Camporesi.


La storia

Mustafa Dzhemilev

Leader del Movimento dei tatari di Crimea si è impegnato per trent'anni in difesa dei diritti del suo popolo e per la democrazia e la libertà in Unione Sovietica. Ha trascorso 15 anni in carcere e nei campi di lavoro della Siberia orientale. Liberato negli anni della perestroika, ha ricevuto la Medaglia Nansen dell'Alto Commissariato dell'ONU per l'attività a sostegno del diritto al ritorno in patria dei tatari di Crimea, e il Premio Solidarnosc, conferitogli dal governo polacco.


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