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Libertà di espressione

Appello urgente per Erol Özkoray

Un appello urgente alla solidarietà per Erol Özkoray ci arriva da Ragip Zarakoglu, l'editore turco che con la moglie Ayse Nur ha affrontato la censura e il carcere per avere pubblicato libri sul genocidio armeno. "Erol ha solo riportato gli slogan dei manifestanti di Gezi Park, è un capro espiatorio per il premier e il potere giudiziario".  


La linea rossa dell'attivismo in Cina

Il businessman Wang Gonguan è in carcere perché Pechino non vuole che nasca una "borghesia politicamente consapevole". E la repressione non risparmia neanche i giornalisti scomodi come Chen Youngzhou, la cui testata ha pubblicato un coraggioso appello per la sua liberazione.  


Se la religione fosse un gioco

50 adolescenti rinchiusi a Terezín fondarono una repubblica con un proprio giornale, il "Vedem", dove pubblicarono splendide poesie e tragiche testimonianze in spirito di pace e di fratellanza tra cristiani ed ebrei.


"Lei non ha il diritto"

Nel pieno delle proteste di piazza Taksim, lo scrittore turco naturalizzato francese Nedim Gürsel scrive una lettera aperta a Recep Erdogan, un atto d'accusa contro il premier e la "deriva autoritaria" del suo geverno. 


Gli "agenti stranieri" riportano Mosca al passato

Ondata di ispezioni  in 2mila ONG russe. Colpite anche Amnesty International, Human Rights Watch e Memorial. Gli Stati Uniti parlano di intimidazione, l'ex Presidente Michail Gorbaciov disegna il quadro di un Paese autoritario e bloccato.


Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.

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