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Giusti

Giovanni Palatucci resta Giusto

Secondo il "giudice dei Giusti" prof. David Cassuto, che ha così comunicato la decisione di Yad Vashem seguita alle polemiche del 2013, "non c'è nessuna novità, o presunta tale, che giustifichi un processo di revisione del riconoscimento di Giusto fra le nazioni conferito" al Questore di Fiume il 12 settembre 1990. 


Criteri incoerenti per il riconoscimento dei "Giusti"?

"Certamente, il progetto dei “Giusti fra le nazioni” è benedetto perché sottolinea il valore della gratitudine e del riconoscimento del bene, ma d’altra parte è ora che Yad Vashem applichi dei criteri più coerenti". Baruch Tenembaum e Eduardo Eurnekian della Fondazione Wallenberg intervengono nel dibattito sui "diplomatici giusti".  


Per amore del mio popolo non tacerò

Gli studenti che hanno partecipato alle attività dell'Asinara nell'estate 2013 presentano, in un ciclo di lezioni all'Università di Milano, le figure dei "preti di frontiera". Uno di questi incontri è dedicato a don Pino Puglisi e don Peppe Diana.


Un Angelus per i Giusti

L'adesione della Provincia di Benevento all'appello lanciato da Gabriele Nissim nell'articolo Un Angelus per i Giusti di tutte le fedi, comparso sulle pagine del Corriere della Sera il 21 dicembre 2013, per chiedere a Papa Francesco di ricordare i Giusti che si sono impegnati nella difesa della dignità umana in tutti i genocidi.


Il genocidio del Rwanda 20 anni dopo

"Una popolazione giovane, consapevole dell'orrore ma senza sentirsi accusata". Questa la speranza per il futuro del Rwanda secondo Pierantonio Costa, il console italiano, Giusto al Giardino di Milano, che nel 1994 salvò oltre 300 bambini dalla furia annientatrice degli estremisti hutu.  


L'Ucraina su Le Monde e BBC

Le Monde tratteggia la composizione della piazza, dove ha prevalso una "forma strutturata" dopo i primi giorni di "scomposta energia". La BBC traccia invece la cronologia della protesta.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Giusti riconosciuti

"Giusti tra le Nazioni" e "Giusti per gli Armeni"

da Yad Vashem a Yerevan

Figure esemplari

Figure di resistenza morale

in tutto il mondo

Storie segnalate

Testimonianze su storie sconosciute

di impegno civile

 

Multimedia

Intervista a Giselle El Kazzi, vedova di Samir Kassir

6 marzo 2013, Milano - prima Giornata europea dei Giusti

La storia

Cardinale Jozsef Mindszenty

oppositore al dialogo tra Chiesa e regime comunista