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Giusti

Dai canti popolari all'opera di Istvan Bibo

Dopo il 1956 il dissenso ungherese riprese a manifestarsi. Alcuni studiosi compivano ricerche etnografiche e soccorrevano le famiglie emarginate. Altri davano vita al samizdat. Il modello per tutti era Istvan Bibo, lo scrittore che affrontò le responsabilità ungheresi nella Shoah. Annalia Guglielmi ci guida in questo panorama umano e culturale ricco e commovente. 


"Educhiamo i giovani alla responsabilità"

Gariwo ha intervistato Yolande Mukagasana, testimone della verità sul genocidio del Rwanda onorata nel Giardino dei Giusti di Milano, sulle sfide che attendono il Paese delle colline oggi. Le condizioni dei sopravvissuti sono estremamente difficili, ma c'è chi come lei lavora con i giovani e le donne per formare nuove generazioni scevre da odi etnici.  


"Perdono mio padre e il Sudafrica"

Il Premio Nobel Desmond Tutu è cresciuto nel Sudafrica dell'apartheid in una famiglia dove il padre picchiava la madre. Dalla rabbia e dalla pietà verso il genitore e se stesso ha tratto una grande lezione che poi ha saputo trasmettere a tutto il Paese anche grazie all'amicizia con Nelson Mandela, cui Gariwo ha dedicato un albero nel Giardino dei Giusti di Milano. 


Il vaso del prozio Vittorio

Un vaso, arrivato nelle mani di Domenico Selva come ricordo di famiglia, testimonia l'azione di soccorso di Vittorio Selva, "spallone" che aiutò una famiglia ebrea ad attraversare il confine con la Svizzera.


Liberati due attivisti in Sri Lanka

Ruki Fernando e Padre Praveen Mahesan erano accusati di avere sobillato i tamil a ricostituire il loro esercito, ma le organizzazioni per i diritti umani hanno sottolineato che lavorano alla riconciliazione, facendo volontariato con famiglie che hanno perso congiunti in guerra. 


I vincitori del Premio Dusko Kondor

Assegnati il 6 marzo 2014, per la Giornata Europea dei Giusti, i premi per il coraggio civile a persone di tutte le etnie che componevano la ex Jugoslavia.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Giusti riconosciuti

"Giusti tra le Nazioni" e "Giusti per gli Armeni"

da Yad Vashem a Yerevan

Figure esemplari

Figure di resistenza morale

in tutto il mondo

Storie segnalate

Testimonianze su storie sconosciute

di impegno civile

 

Multimedia

Intervista a Ivan Havel, fratello di Vaclav

6 marzo 2013, Milano - prima Giornata europea dei Giusti

La storia

Beatrice Rohner

protesse i bambini armeni dal genocidio