Entità dello sterminio
Il bilancio complessivo delle persecuzioni rimane incerto per la
carenza di documentazione. Il numero delle vittime è stato
stimato tra 1.500.000 e 1.800.000. Considerando che la Cambogia all'epoca
contava circa 7.500.000 abitanti, il tasso di mortalità media
rilevato tra il 1975 ed il 1978 oscilla tra il 20% e il 29% della popolazione.
I Kmer Rossi, spinti dalla necessità di trovare sempre nuovi
"nemici oggettivi", sterminarono la popolazione seguendo il criterio
della dicotomia città/campagna e, in subordine, quello temporale,
che distingueva tra "nuovi"e "vecchi cittadini".
Sommati tra loro, i due criteri produssero un tasso di mortalità
pari a circa il 40%, tra gli abitanti delle zone urbane, mentre in quelle
rurali la media si attestò attorno al 10%.
In primo luogo furono uccisi i presunti avversari politici: i dirigenti
del precedente regime e gli ufficiali dell'esercito (82,6%), i poliziotti
(66,7%) e soprattutto i magistrati, sterminati al 99%. Per quanto riguarda
le minoranze, fu eliminato l'84% dei monaci buddisti, il 33,7%
dei musulmani Cham, il 48,6% dei cattolici, il 38,4% dei cinesi
e il 37,5% dei vietnamiti.
Immagini dei bambini
nel museo di Tuol Sleng
a Phnom Penh
Volti delle vittime
Resti delle vittime


