Moventi ideologici
Nel clima di aspra contesa ideologica aperto dalla guerra fredda,
l'obiettivo di ergere una diga contro il temuto dilagare del comunismo
fu messo al di sopra di ogni considerazione umanitaria. I ceti privilegiati
erano terrorizzati dall'idea che la rivendicazione di riforme sociali si risolvesse
in un attentato al diritto di proprietà. Fu questo il movente dell'elaborazione
della "dottrina della sicurezza nazionale", che fornì legittimazione alla
violenza indiscriminata dello Stato contro chiunque rivendicasse una maggiore giustizia
sociale. Tale dottrina consentì allo Stato di classificare come "oggettivamente
comunista" chiunque fosse schierato sul fronte opposto e di renderlo passibile di
annientamento.
Qualunque forma di opposizione venne individuata come terreno di
coltura del "nemico interno". Lo stesso impegno di molti sacerdoti per la difesa
dei diritti dei più deboli venne considerato eversivo. Le campagne militari
che si risolsero nello sterminio delle comunità Maya stanziate nelle zone
rurali furono intraprese in nome della suddetta "dottrina".


