Modalità di esecuzione

La pulizia etnica, ovvero il tentativo di rendere una data area etnicamente omogenea, usando la forza e l'intimidazione per allontanare da essa persone di un altro gruppo etnico o religioso, caratterizza il decennio 1990-1999, nel corso del quale sia i serbi sia i croati tentano di istituire territori etnicamente omogenei attraverso una guerra totale che coinvolge i civili, rinchiudendoli in lager, e che usa, oltre all'eliminazione fisica e all'espulsione dei membri di altre etnie, anche lo stupro etnico. Il periodo può essere diviso in tre fasi:

  1. dal giugno al dicembre del 1991 con gli scontri che accompagnano le dichiarazioni di indipendenza di Slovenia e Croazia
  2. dal febbraio del 1992 al dicembre dal 1995, fase legata alla dichiarazione di indipendenza della Bosnia-Erzegovina, che si conclude con gli accordi di Dayton, che definiscono i territori delle tre etnie: musulmana, serba, croata
  3. dal 1998 al 1999, in cui si vede il tentativo da parte del Kososvo di ottenere l'indipendenza e quindi la nazione serba fermata dall'intervento Nato.

"Civili in fuga dai cecchini
serbi a Sarajevo"


"Prigionieri nel campo serbo
di Trnopolje"

Tratte da "Crimini di guerra", a cura di R. Gutman e D. Rieff
ed. Contrasto Internazionale, New York 1999.

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