Pianificazione

La pianificazione del genocidio inizia già negli anni ’80, ma ha le sue radici nella formazione, nel 1957, del Parmehutu, il partito per l’affermazione degli hutu, che pubblica il “ Manifesto degli Bahutu”, in cui viene denunciato il monopolio razzista del potere attuato dai tutsi. Negli anni ’60 l’ affermazione del Parmehutu porta all’abolizione della monarchia e alla proclamazione della repubblica con Gregoire Kayibanda, che instaura un regime razzista contro i tutsi. Iniziano le persecuzioni razziste contro i tutsi, costretti a cercare rifugio nei paesi confinanti; e continueranno anche col regime di Juvénal Habyarimana, che sale al potere nel ’73 con un colpo di stato, promettendo progresso e riconciliazione. Nel 1987 la diaspora tutsi dà vita all’Fpr, il Fronte patriottico ruandese, con a capo Fred Rwigyema e Paul Kagame, con l’obiettivo di favorire il ritorno dei profughi in patria, anche attraverso la conquista militare del potere. La fine degli anni ’80 vede il Rwanda in piena crisi economica: a fronte di un forte aumento demografico, le risorse agricole del paese restano le uniche e invariate. Le pressioni interne, unite alla richiesta occidentale di democratizzazione, inducono il presidente Habyarimana a varare nel ’91 una nuova Costituzione, che promette il multipartitismo. Mentre continua la guerriglia dell’Fpr, con massacri da ambo le parti, il presidente firma, il 4 agosto 1993, gli accordi di Arusha, che prevedono il rientro di tutti i profughi tutsi e una sostanziale spartizione del potere con l’Fpr. In questo momento comincia la pianificazione vera e propria del genocidio: l’Akazu, il gruppo di potere formatosi attorno al presidente e al suo clan familiare, non accetta limitazioni di potere e comincia ad organizzarsi: vengono creati e armati gli interahamwe, milizie hutu irregolari; vengono acquistati dalla Cina, attraverso la ditta Chillington di Kigali, i machete ; vengono redatte liste di esponenti tutsi da uccidere; viene lanciata “Radio Machete”, la Radio Televisione Libera delle Mille Colline, per coordinare e incitare gli hutu a “completare il lavoro” di sterminio degli “scarafaggi tutsi”. Il tutto con il sostegno finanziario e militare della Francia.


Il presidente hutu
assassinato
Juvenal Habyarimana


Paul Kagame, comandante
dei guerriglieri tutsi del FPR,
nuovo presidente del Rwanda

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