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Persecuzioni > Fondamentalismo e terrorismo

L'obbligo morale della compassione

Un conflitto politico, ma soprattutto umano. È quello che insanguina il Medio Oriente dopo i nuovi scontri tra Israele e Hamas. Centinaia di vittime, bombardamenti, ma anche voci contro le violenze. Voci che vengono anche dal mondo della cultura israeliana.


Persecuzioni > Genocidio ebrei

Musica nei lager

Il pianista Francesco Lotoro dedica la vita alla ricerca delle musiche composte dai deportati nei Lager perché non rimangano senza voce, senza strumenti, sepolte nei campi come i loro autori. Di Gaetano Liguori


Persecuzioni > Diritti umani e crimini contro l'Umanità

L'Ucraina vista dalla Polonia

Appena rientrato da Kiev, Konstanty Gebert, giornalista e scrittore tra i più importanti in Polonia, ha parlato con Annalia Guglielmi delle divisioni che attraversano l'Ucraina, dell'impatto in Polonia di questa crisi e delle reali mire del Presidente russo Putin sulla regione e rispetto ai rapporti con l'Unione Europea e la NATO.


Persecuzioni > Fondamentalismo e terrorismo

"Ragioniamo sulle responsabilità del conflitto"

L'intervista di Daniele Biella per Vita.it a Gabriele Nissim, nella quale il presidente di Gariwo ribadisce l'importanza di avviare un ragionamento sulle cause del conflitto tra Israele e Hamas e sulle responsabilità di entrambe le parti, per aprire la strada della riconciliazione


Persecuzioni > Diritti umani e crimini contro l'Umanità

La filosofia di Moshe Dayan

Nel 1956, un 21enne addetto alla sicurezza di un kibbutz, Roy Rotenberg, veniva barbaramente assassinato da predoni arabi, che recapitarono il corpo agli osservatori dell'ONU. Chemi Shalev ripercorre la vicenda su Haaretz, riportando passi dell'elogio funebre del ragazzo, pronunciato da Moshe Dayan.


Persecuzioni > Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Shlomo Avineri: Israele usi il pensiero creativo

Lo studioso pacifista su Haaretz espone le ragioni per cui non bisogna aspettarsi una soluzione del conflitto dai palestinesi. È Israele che deve fare uno sforzo, usando il "pensiero creativo" come guida nel dopo Oslo. 


Persecuzioni > Pulizia etnica Balcani

Srebrenica: Olanda responsabile per il massacro

La corte distrettuale dell'Aja ha riconosciuto l’Olanda responsabile per l'uccisione di oltre 300 bosniaci musulmani a Srebrenica nel luglio 1995: lo stato olandese avrebbe dovuto sapere che i musulmani sarebbero stati uccisi dai serbo-bosniaci, quando li consegnarono a questi ultimi.


Le rubriche

l'analisi

Nascerà uno Stato curdo?

editoriale di Dario Rivolta, politico, saggista, esperto di politica internazionale, 24 luglio 2014

Recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Autonoma curda Massoud Barzani possono far pensare che il secolare sogno dei curdi per la loro indipendenza sia vicino al realizzarsi. D’altronde, la conquista dei pozzi petroliferi di Kirkuk sembra anche poter garantire l’autosufficienza economica per i circa sei milioni di abitanti del Kurdistan iracheno. Purtroppo le cose non sono così ovvie, e non solo per motivi politici.
Da quest’ultimo punto di vista, è risaputo come sia l’Iran sia, naturalmente, Baghdad, abbiano più volte manifestato la loro assoluta ostilità.

Il contributo

"Chi ha ragione in Medio Oriente?"

"Ci accostiamo a ogni questione in modo duale per scegliere da che parte stare, e poi è sempre quella in cui stanno coloro i quali noi riteniamo i buoni, gettando automaticamente gli altri nella posizione dei cattivi [...]". Il contributo dell'educatore Sandro Venturoli al dibattito aperto da Gariwo sul conflitto israelo-palestinese. 


La recensione

Come fossi solo

La storia di tre uomini loro malgrado coinvolti in una guerra fratricida e nelle sue conseguenze: un casco blu olandese, insofferente e nervoso, un soldato di origine croata militante nell’esercito serbo per poter sfamare moglie e figlia, un giudice spagnolo della corte penale internazionale impegnato nel successivo processo, annoiato e disilluso. Recensione di Tea Camporesi.


La storia

Mustafa Dzhemilev

Leader del Movimento dei tatari di Crimea si è impegnato per trent'anni in difesa dei diritti del suo popolo e per la democrazia e la libertà in Unione Sovietica. Ha trascorso 15 anni in carcere e nei campi di lavoro della Siberia orientale. Liberato negli anni della perestroika, ha ricevuto la Medaglia Nansen dell'Alto Commissariato dell'ONU per l'attività a sostegno del diritto al ritorno in patria dei tatari di Crimea, e il Premio Solidarnosc, conferitogli dal governo polacco.


Flash News:

Il libro

L'eliminazione

Rithy Panh con Christophe Bataille

La storia

Jurij Galanskov

poeta di Piazza Majakovskij