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Srebrenica 16 anni dopo

sepolti i resti delle vittime


L'11 luglio 1995 8.500 ragazzi e uomini musulmani venivano assassinati e gettati in fosse comuni nella strage che fu il simbolo della pulizia etnica nella ex Jugoslavia. 

Lentamente e difficoltosamente si processano i responsabili, come Ratko Mladic, arrestato poche settimane fa. Obiettivo la giustizia in vista di una difficile riconciliazione. Per il sedicesimo anniversario del massacro si sono svolte manifestazioni e si è data degna sepoltura a 613 vittime. 

Nella città bosniaca di Tuzla c'è un Memoriale del genocidio che è di fatto la sede, aperta al pubblico, del centro dove avvengono i riconoscimenti dei resti degli assassinati.

(Foto di The Advocacy Project)


13 luglio 2011

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La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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