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Varlam Shalamov, lo scontro con la vita reale

articolo di Giancarlo Gaeta sulla rivista "Lo straniero"


Kolyma

Kolyma

Importante riflessione sull'autore dei Racconti della Kolyma. "Soltanto di recente Varlam Shalamov e i suoi racconti sui campi di lavoro sovietici sono diventati noti al grande pubblico grazie a una performance televisiva di Roberto Saviano che ha sorprendentemente spinto in cima alle classifiche dei libri più venduti un’opera, I racconti della Kolyma, pubblicata in edizione integrale già da dieci anni e molto prima in selezioni di varia ampiezza: da quella pionieristica, curata da Piero Sinatti negli anni settanta, fino all’ampia scelta proposta da Adelphi a metà degli anni novanta" scrive Gaeta. 

La sua analisi poi prosegue citando sia coloro che tacquero, sia altre indimenticabili figure di resistenti morali al GULag come Gustaw Herling: "Si cominciò allora a prendere le distanze dall’idea che si potesse paragonare l’internamento nei campi di lavoro sovietici, per quanto terribili ne fossero le condizioni di vita, all’orrore dei lager nazisti. Fu questo l’atteggiamento di molti intellettuali di sinistra che, seguendo l’esempio di Jean Paul Sartre, scelsero di mantenere il silenzio intorno a quelli che ritenevano danni collaterali nella costruzione della patria del socialismo. Vent’anni dopo e fino ad oggi ancora di questo si discute anche a proposito di Šalamov; ma a parti invertite, per affermare ora la sostanziale somiglianza, se non l’identità, dei due regimi totalitari e delle rispettive pratiche di annientamento di ogni forma di opposizione, di ogni rivendicazione d’identità individuale. Se ne fece in particolare portavoce Gustaw Herling, a sua volta passato per l’esperienza dei lager sovietici".

(Foto di Магадан)

7 luglio 2011

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I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Giusti riconosciuti

"Giusti tra le Nazioni" e "Giusti per gli Armeni"

da Yad Vashem a Yerevan

Figure esemplari

Figure di resistenza morale

in tutto il mondo

Storie segnalate

Testimonianze su storie sconosciute

di impegno civile

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