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Don Odo Contestabile

1912 - 1995

il monaco che salvò due famiglie di ebrei


Testimonianza di Filippo Panzavolta, Cesena - 4 settembre 2009

Nasce a Ortucchio, un paesino in provincia dell'Aquila, nel 1912. Odo si sente chiamato alla vita religiosa fin da giovanissimo e diventa monaco, trascorrendo gran parte della sua vita nell'abbazia di Santa Maria del Monte di Cesena, dal 1928 al 1965.
Durante la Seconda guerra mondiale nel convento si rifugiano molte persone in difficoltà: nel 1943 Don Odo salva due famiglie di ebrei - i Lehrer e i Mondolfo - accompagnandole al confine con la Svizzera. I Lehrer, di origine romena, erano quattro: padre, madre e due bambine di nove e sette anni. Questa famiglia in un primo tempo si era nascosta tra i malati nella clinica del dottor Elio Bisulli, a Cesena. Il medico si confida con Don Odo che organizza la fuga dei perseguitati. Odo poteva contare sull’aiuto del suo caro amico Ambrogio Nicolini, sfollato a una quindicina di chilometri dalla frontiera svizzera. Don Odo riesce a procurarsi i documenti falsi per la famiglia e la collaborazione di alcuni contrabbandieri.
Il 3 dicembre il religioso si mette in viaggio in treno con la famiglia fino a Cuveglio e poi a piedi verso la frontiera svizzera incontrando molte difficoltà: durante il cammino vengono fermati due volte dalle guardie che li riconoscono come ebrei in fuga ma impietositi li lasciano andare. Alla fine riescono ad attraversare il confine guadando il fiume Tresa.
Don Odo crea una via di fuga anche per i coniugi Mondolfo. Isacco Emanele Hayon Mondolfo è il primario dell'ospedale Bufalini di Cesena, sua moglie è la signora Dora De Semo. Dopo l'occupazione nazista sono costretti a scappare all'improvviso per sfuggire alla deportazione: vengono avvertiti del pericolo dal vescovo Beniamino Socche, che li raccomanda a padre Giuliano Ferrini del convento di Santa Maria di Campagna, a Piacenza. L'11 dicembre Don Odo decide di accompagnarli alla frontiera e grazie all'aiuto dell'amico Nicolini gli fa attraversare il confine.
I Lehrer trascorrono a Lugano gli anni della guerra e poi si trasferiscono negli Stati Uniti, non prima di aver ringraziato il loro salvatore. I signori Mondolfo invece rientrano a Cesena, dove lui lavora come medico privato.
Dopo la fine del conflitto Don Odo continua a vivere a Santa Maria del Monte per una ventina d'anni, poi si trasferisce nel monastero romano di San Paolo fuori le mura. Si spegne il 18 gennaio 1995 in una casa di riposo, anziano e malato.

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Sono numerose le storie di salvataggio degli ebrei contro la furia nazista durante la seconda guerra mondiale, ancora poco note o addirittura rimaste sconosciute. In questa sezione sono raccolte le segnalazioni e le testimonianze inviate al Comitato per la Foresta dei Giusti o pervenute al sito, di chi vuol far conoscere un episodio finora sconosciuto o poco considerato, di salvataggio, di aiuto, di solidarietà e di umanità, nei tempi bui delle persecuzioni e dell'odio.
Per alcune vicende è stata chiesta l'assegnazione del titolo di "Giusto tra le Nazioni" alla Commissione dei Giusti di Gerusalemme, presso la quale viene incardinata l'istruttoria.

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