English version | Cerca nel sito:

Bodil Biørn

1871 - 1960


Bodil Catharina Biørn nasce nel 1871 nella città norvegese di Kragerø. Nel 1905 viene mandata nell'Impero Ottomano dall’organizzazione “Women Missionary Workers” (Lavoratrici missionarie) per la quale lavora come infermiera. Prima è inviata nella città di Mezereh, poi a Mush, dove principalmente incontra vedove e orfani. Nel 1915-’16 diventa testimone del Genocidio Armeno e documenta i massacri scattando fotografie e raccogliendo altre testimonianze.
Nel 1917 torna in Norvegia per un breve periodo prima di partire per la neo-fondata Repubblica Armena, dove istituisce un orfanatrofio e cura gli armeni sfuggiti al genocidio. Si reca anche in Siria per fondare un altro orfanotrofio destinato ai sopravvissuti della città di Aleppo. Fino al 1934 continua a prestare la propria opera in favore del popolo armeno e a occuparsi di orfani sopravvissuti alle stragi. Bodil Biørn muore nel 1960, lasciando un ricordo indelebile nel cuore degli armeni.
Il 22 luglio 2008 si è svolta a Yerevan, presso il Museo del Genocidio sulla "collina delle rondini", la cerimonia di posa della lapide che ricorda Bodil nel Muro della Memoria dedicato ai “Giusti per gli armeni”.

Commenti

Giusti per gli armeni

ricordati nel Muro della Memoria di Yerevan

Il 24 aprile viene ricordato ogni anno nella capitale dell'Armenia, Yerevan, l'anniversario dell'inizio del Metz Yeghérn (il "Grande Male", cioè il genocidio del popolo armeno nel 1915-1916) con una processione a Dzidzernagapert, la “Collina delle rondini”, dove è sorto il Mausoleo che ricorda le vittime dello sterminio.
Dal 1996 vengono anche tumulate nel Muro della Memoria le ceneri o la terra tombale dei giusti e dei testimoni che prima, durante e dopo il genocidio hanno aiutato le vittime, hanno cercato di fermare i massacri o hanno testimoniato e denunciato al mondo, a rischio personale, la pianificazione e l’esecuzione del progetto genocidario da parte del governo dei "Giovani Turchi".
Pietro Kuciukian, fondatore del Comitato Internazionale dei Giusti per gli Armeni ricerca nelle testimonianze dei sopravvissuti, nei racconti orali dei figli, negli scritti dei testimoni oculari, nei documenti diplomatici, nelle ricostruzione degli storici e nella vasta letteratura che accompagna le vicende del genocidio, le figure dei Giusti. Ripercorre il loro cammino, li toglie dall’oblio visitando i luoghi della loro sepoltura, incontra parenti e discendenti che custodiscono memorie familiari di grande intensità e infine, trasporta le ceneri o un pugno di terra tombale sulla “Collina delle Rondini” di Yerevan. Le lapidi con i nomi dei "Giusti per gli armeni", raccolte nel Muro della Memoria, sono il segno tangibile della riconoscenza del popolo armeno e assumono un valore esemplare di segno universale.

Storie segnalate

Storie Metz Yeghern

altre vicende esemplari raccontate su Gariwo

Scopri nella sezione