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Spie all’ombra della mezzaluna. Il sogno irrealizzato di un unico stato arabo-ebraico


Anita Engle
Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2008, prefazione di Pietro Kuciukian, pagg. 343

Titolo originale:
Anita Engle, The Nili Spies, The Hogarth Press, London, 1959, pagg. 245


Le esplosioni di antisemitismo e i reiterati pogrom nell’Europa orientale dopo la metà dell’Ottocento, determinano l’emigrazione da nazioni diverse di ebrei che in Palestina giungono singolarmente o a gruppi, in numero limitato, senza una organizzazione e senza direttive, animati da un forte spirito pionieristico. E’ il primo Yshuv che fonda piccoli insediamenti agricoli sulle terre acquistate dagli effendi, i latifondisti locali, terre aride, desolate, prive di strade e male amministrate dai corrotti funzionari turchi dell’Impero ottomano ormai al collasso.
La famiglia Aaronshon è tra questi pionieri. Contravvenendo al firman del sultano che vietava agli immigranti ebrei di sbarcare in Palestina riesce ad approdare fortunosamente al villaggio di Zikron Ya’aqov, occupato dai fellahin arabi. Il piccolo insediamento ebraico da vita ad una comunità mista arabo-ebraica fondata su un forte legame di solidarietà. Da questa comunità nasce, nel contesto della prima guerra mondiale, il gruppo NILI, acronimo di Nezah Yisrael Lo Yeshaken , Lo sforzo di Israele non cadrà ( I Sam. 15,29), di cui Sarah Aaronshon assieme al fratello Aaron, ad Abshalom Feinberg e altri costituirono l’anima e al quale sacrificarono la loro vita.
L’autrice di questo appassionante saggio, Anita Engle, utilizzando lettere, diari e testimonianze, cerca di svelare il mistero che ha avvolto le loro vicende scavando dentro pagine di storia sino ad oggi ignorate. E’ il racconto del coraggio di semplici uomini che durante il primo conflitto mondiale, decisero di istituire una rete di spionaggio a favore degli inglesi contro gli ottomani con l’obiettivo di liberare il suolo della Palestina. La protagonista Sarah Aaronshon, testimone oculare del genocidio degli armeni e forse unica donna di Lawrence d’Arabia, pur di non tradire, sarà disposta, come molti, al sacrificio per vedere rinascere la propria nazione.
Tanto determinante fu il ruolo del gruppo NILI quanto nullo il merito che gli venne tributato. Il Nuovo Yshuv, che rappresentava la seconda immigrazione ebraica in Palestina, con i suoi capi, tra cui Ben Gurion, contrastarono gli Aaronshon e i loro alleati, e scelsero di continuare a combattere contro gli inglesi e gli arabi fino all’indipendenza. E’ possibile avanzare l’ipotesi suggestiva che, se il movimento sionista e lo stato israeliano sorto nel 1948 avessero tenuto conto della visione politica di personaggi come gli Aaronsohn, T.E. Lawrence o Gertrude Bell che avevano sperimentato la convivenza con gli arabi, forse oggi la Palestina potrebbe essere un unico Stato arabo-ebraico?

segue stralcio della prefazione di Pietro Kuciukian Il gruppo NILI (acronimo di Nezah Yisrael Lo Yeshaken , Lo sforzo di Israele non cadrà, I Sam. 15,29) di cui Sarah Aaronshon assieme al fratello Aaron, ad Abshalom Feinberg e altri costituiscono l’anima e al quale sacrificarono la loro vita, appartiene a quella corrente minoritaria che agli albori del movimento di pionieri giunti dai paesi dell’est in seguito ai pogrom antiebraici, attratti dalla terra di Palestina aveva creduto nella possibilità di una collaborazione tra ebrei e arabi nella costruzione di una nuova patria e aveva operato in connessione con gli inglesi contro gli ottomani. Così aveva operato anche Lawrence d’Arabia.
Il volto severo di Sarah Aaronshon, addolcito dallo sguardo, abita ancora la casa di famiglia in Israele, nel villaggio di Zikron Ya’aqov, oggi piccolo museo dimenticato dai più, aggrappato alle colline del monte Carmelo.
Esistenze dentro momenti della storia che rimarrebbero per sempre avvolte nel mistero se l’impegno di qualche appassionato custode della memoria non le riportasse in vita. E’ il caso di Anita Engle, ricercatrice inglese, che con coraggio ha scostato la tenda dietro cui aveva intravisto un’ombra e si è ritrovata in una stanza con molte persone, “vivaci, forti e appassionate”. Esistenze che pur avendo dominato la vicenda degli insediamenti ebraici in Palestina tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, sono state inghiottite dall’oblio perchè perdenti, minoranze portatrici di idealità “altre” rispetto alle scelte delle forze maggioritarie.
Scrive Anita Engle: “Durante la mia prima visita a Zikron solamente per caso sono riuscita a dare un’occhiata dietro le spesse tende che oscuravano la corte interna della casa, a causa della nebbia di segretezza che circonda la famiglia Aaronsohn, impenetrabile quanto quella che oscura Lawrence d’Arabia. Ma così coinvolgente è stata la loro storia e così incomprensibile il loro destino, che per quattro anni ho continuato ad andare avanti e indietro da questa casa del mistero, cercando di mettere assieme la storia della enigmatica morte di Sarah, le cui immagini sono appese sui muri di ogni stanza”.
Questo lavoro allarga le possibilità della ricostruzione storica, apre nuovi interrogativi, impedisce operazioni di semplificazione. E’ un modo responsabile di usare la memoria, perché getta una nuova luce sul presente.
“Ti amavo, perciò ho sospinto queste fiumane d’uomini tra le mie mani e ho scritto la mia volontà sul cielo, come stelle, per conquistarti la libertà, la cosa più preziosa dei Sette Pilastri…” E’ l’incipit dell’autobiografia de I sette pilastri della saggezza che Thomas Edward Lawrence dedica a S. A. , probabili ma non certe iniziali di Sarah Aaronsohn, forse l’unica donna della sua vita avventurosa. E’ possibile avanzare l’ipotesi suggestiva che, se il movimento sionista e lo stato israeliano sorto nel 1948 avessero tenuto conto della visione politica di personaggi come gli Aaronsohn, T.E. Lawrence o Gertrude Bell che avevano sperimentato la convivenza con gli arabi, ora non ci sarebbe bisogno del muro di separazione della Road Map? Pochi in Israele conoscono il nome di Sarah Aaronsohn e quei pochi si limitano a considerarla una figura eroica dei primi giorni della Palestina, niente di più. Eppure nel villaggio di Zikron Yaaqov, dove la famiglia Aaronsohn, proveniente nel 1882 dalla Romania, si insediò, la casa dove visse e morì la spia che secondo alcuni avrebbe potuto cambiare il corso della storia d’Israele è intatta, tenuta con cura, circondata da un giardino rigoglioso e pieno di luce. Negli Annali sionisti solo qualche accenno. La famiglia Aaronsohn, osserva Anita Engle nella prefazione, ricorda la famiglia Brontë, ma mentre quest’ultima esplorando il territorio della psiche si è persa all’ombra di un mondo di sogno, la prima è stata un pilastro di tenacia e di forza morale. Molti componenti della famiglia sono morti per la creazione del mondo sognato e tuttavia, cresciuti forti, liberi, consapevoli del vincolo morale che la Torah impone, hanno lasciato dietro di loro una nazione rinata. “Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo ascolteremo” (Esodo 24,7), la qual cosa presuppone, come osserva Vittorio Dan Segre, che l’azione debba anticipare l’ascolto 1.
I genitori di Sarah, esuli diretti al porto di Haifa, dovevano sbarcare nella provincia ottomana dell’oriente, ma il firman del Sultano era chiaro: “E’ vietato agli immigranti ebrei sbarcare sulle coste siriane e assolutamente vietato vivere in Palestina”. Navigano di porto in porto per quaranta giorni e alla fine approdano fortunosamente al villaggio di Zikron Ya’ahov, occupato dai fellahin arabi con i quali coltiveranno la terra e con i quali vivranno dando vita a una comunità mista arabo-ebraica. Manderanno i figli alle scuole arabe e stringeranno con i nativi una solida amicizia e una cooperazione continua. Il sentimento antiturco di questo primo gruppo di pionieri prende corpo in questa realtà. Sarah Aaronshon è stata anche testimone della deportazione e dei massacri degli armeni. I primi pionieri di Israele sentivano una comunanza di destino con gli armeni annientati dai turchi in quello che oggi è definito il “primo genocidio del XX secolo”. Una sorta di “solidarietà dei traumatizzati”, secondo l’espressione usata da Jan Patocka.
Il libro ricostruisce le figure dei protagonisti, Aaron, il fratello maggiore, scopritore di più di 150 specie di grano da far crescere in Palestina, combattente contro gli ottomani, che ha lasciato dietro di sé un misterioso silenzio; Sarah, enigmatica figura di spia, donna bellissima, corteggiata da molti. Torturata dai turchi, non rivelerà nomi e luoghi del gruppo spionistico NILI che prese vita, allo scoppio della Grande guerra, con l’aiuto di Abshalom Feinberg, allievo di Aaron, Yosef Lishansky, Naaman Belkind e degli amici arabi. Associazione segreta per la liberazione della Palestina dal giogo ottomano, i cui membri si dedicheranno, con immensi rischi, al collegamento fra le truppe inglesi di stanza in Egitto, comandate dal generale Edmund Allenby e gli ebrei ostili agli ottomani e al loro dominio impietoso. Di notte, su piccoli piroscafi, da Alessandria a Haifa, sfuggendo alle navi turche e alle guardie costiere trasporteranno denaro, armi, dispacci e informazioni sulla dislocazione delle truppe ottomane. Parte del merito dei successi arabi di Lawrence e degli inglesi è dovuto alle informazioni fornite dalla giovane e impavida spia. Sarah viaggia in Palestina e in Medio Oriente, va a Costantinopoli poi, allo scoppio della guerra, sulla via del ritorno assiste alla deportazione e al massacro degli armeni, esperienza tragica vissuta anche dal fratello Aaron, che rafforzerà la loro decisione di aiutare gli inglesi e di combattere i turchi. La rete spionistica, l’agire nella segretezza non garantisce né fama né futuro, solo sofferenza, paura, rischio. Pochi gli alleati, molte le diffidenze e i tradimenti. Per l’orientamento filo turco e antiarabo del Movimento nazionale ebraico che riuniva gli esuli e riscattava la terra, il gruppo NILI, alleato degli arabi e degli inglesi, costituiva un pericolo. Il Movimento, dopo la conquista inglese della Palestina, il protettorato e la guerra di indipendenza ebraica, continuerà a combattere, salvo qualche sporadico tentativo di accordo, contro gli arabi e contro gli inglesi fino all’indipendenza del 1948.

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