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Sophie Scholl e la Rosa Bianca


Paolo Ghezzi
Morcelliana, Brescia, 2003

Sophie Scholl, nata nel 1921 a Ulm, è stata condannata a morte e assassinata dalla giustizia nazista il 22 febbraio 1943, a Monaco di Baviera. A 21 anni, era la più giovane del gruppo della Rosa Bianca che a partire dal giugno 1942 scrisse, stampò e diffuse in parecchie migliaia di copie sei volantini di resistenza al regime. Maestra d’asilo e disegnatrice, studentessa di filosofia e biologia, la sorella minore di Hans Scholl ha compiuto un percorso esistenziale di presa di coscienza della ubriacatura hitleriana, di rifiuto critico del nazionalsocialismo, di opposizione nonviolenta alla dittatura. Figura limpida e coraggiosa, alla ricerca di una radicale coerenza con la sua fede cristiana, ha lottato per la libertà mettendo in gioco la sua breve vita e affrontando il processo e la morte con una straordinaria serenità. Nei suoi diari e nelle sue numerose lettere, ha lasciato una testimonianza di grande spessore umano, morale, culturale e politico. Tra i più famosi personaggi della resistenza tedesca, in questo libro la si racconta non come un’eroina romantica, ma come una giovane del suo tempo che ha saputo dire «no» e ne ha pagato le conseguenze.

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