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Carlo Massa: il diario dalla malattia

"Tutto me stesso prima di morire"


Particolare della copertina

Particolare della copertina

Aggiornamento
Lunedì 12 gennaio 2009 ore 21.00, Milano, Casa della Cultura
Presentazione del libro. Introduce Pietro Kuciukian, modera Annamaria Samuelli. 
Intervengono Luigi Accattoli, Stefano Levi della Torre, Salvatore Natoli.

Nato a Napoli nel 1942, Carlo Massa ha vissuto a lungo a Positano, compagno di giochi di Mischa Wegner, il figlio del grande Armin Theophil, lo scrittore tedesco che ha saputo dare testimonianza del genocidio del popolo armeno e ha avuto il coraggio di protestare con Hitler per la persecuzione degli ebrei nel suo paese. Carlo ricordava la sua figura austera e misteriosa, i racconti di Mischa sulle urla notturne del padre di cui non riusciva a darsi pace, senza potersene spiegare la ragione. Solo molti anni dopo entrambi i ragazzi, lasciata la spensieratezza positana nel trasferimento a Roma, avrebbero scoperto, ancora una volta insieme, l'origine di quello strazio: gli incubi delle lunghe notti affollate dai cadaveri di vecchi, donne, bambini, di cui Armin aveva lasciato una sconvolgente testimonianza con le sue foto nel deserto mesopotamo. 
Carlo ne ha tratto il documentario Destinazione: il nulla. Il testimone e Mischa ne ha fatto il punto di partenza verso una maggiore consapevolezza sull'esperienza e sulla figura straordinaria del padre, di cui ora va raccontando in giro per l'Italia e per il mondo.

Nel 1968 Carlo Massa è entrato in Rai per concorso. Ha curato per Radio3 vari programmi culturali: tra gli altri Un certo discorso che ebbe una diffusa risonanza in quegli anni.
A partire dal 1979 ha lavorato in televisione realizzando programmi di cultura e a sfondo sociale, come Un giorno in Pretura. Nel 1994 esce dalla Rai e si afferma come autore indipendente girando documentari che hanno spesso per oggetto la diversità: gli indios della Patagonia, gli inuit della Siberia, gli aborigeni australiani, i maori, i nomadi rumeni. Un suo documentario sul genocidio del popolo armeno (Destinazione: il nulla. Il testimone) è stato premiato all'International Film Festival di Los Angeles. 

(tratto dalla quarta di copertina)

5 settembre 2008

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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