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Premio Sacharov 2008

al dissidente Hu Jia


il Premio Sacharov

il Premio Sacharov

Dal 1988 il Parlamento europeo assegna ogni anno il Premio Sacharov a persone o organizzazioni impegnate nella lotta contro l’oppressione, l’intolleranza e l’ingiustizia, sostenendo in questo modo il rispetto dei diritti umani e della democrazia nel mondo. Quest'anno il premio è stato assegnato a Hu Jia, il giovane blogger che, insieme alla moglie Zeng Jinyan, si batte da anni per i diritti civili in Cina, e che per questo è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere. 
La premiazione è stata annunciata durante il vertice Asem a Pechino. Il portavoce del ministero degli Esteri Liu Jianchao ha commentato con evidente irritazione: "Siamo molto scontenti perchè la decisione tradisce mancanza di rispetto per la Cina. Quell'uomo è in carcere perchè è un criminale".

Aggiornamento
Pechino, 10 dicembre 2008: Più di trecento intellettuali cinesi hanno firmato un appello per chiedere riforme politiche, una democrazia pluralista e uno Stato di diritto. I firmatari che hanno sfidato le ire del regime sono scrittori, artisti e avvocati ed hanno reso pubblico il loro manifesto intitolato "Carta 08", nello stesso giorno in cui il mondo intero celebra il sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite.

(foto Wikicommons)

23 ottobre 2008

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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