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Herta Muller premio Nobel per la letteratura

ha raccontato la dittatura in Romania


La scrittrice romena Herta Muller è stata premiata con il Nobel per la letteratura. Secondo l'Accademia "con la concentrazione della poesie e l'oggettività della prosa Herta Mueller ha aperto paesaggi dell'essere senzapatria".
L'autrice, 57 anni, è originaria del Banato Svevo, regione di cultura e lingua tedesca passata dopo la seconda guerra mondiale sotto il controllo della Romania. Sua madre era stata prigioniera nel Gulag per cinque anni, il padre era una nazista che aveva servito nelle SS. Herta si allontana dalla pesante eredità paterna, ma non dalla lingua rumena che comincia a imparare a 15 anni. Studia letteratura tedesca e rumena a Tmisoara e inizia a scrivere quando il potere è nelle mani di Ceausescu.
Molto nota in Germania, prima del Nobel è stata premiata con numerosi riconoscimenti. Tra le sue opere, L'Altalena del respiro, Il paese delle prugne verdi, In viaggio su una gamba sola. Biografia Il suo primo libro di racconti, Bassure, viene pubblicato con molti tagli della censura. Viene perseguitata dal regime perché si è rifiutata di entrare a far parte della polizia segreta, la Securitate; viene licenziata (era traduttrice di tedesco) e per sopravvivere dà ripetizioni e lavora come babysitter. Con il marito riesce a fuggire nella Germania Ovest.
Nel dossier della Sicuritate che la riguardava era definita "un pericoloso nemico dello Stato da combattere". Nelle sue pagine si ritrovano i ricordi di una vita quotidiana oppressa dal regime comunista. Lei stessa ha dichiarato: "Oggi mi sento libera, ma le cose che sono avvenute non sono scomparse dalla mia testa... Ho sempre voluto scrivere come nasce una dittatura, che cosa può succedere quando un piccolo gruppo di potenti domina un paese e il paese scompare, resta solo lo Stato".

7 ottobre 2009

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