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Armeni vittime di un genocidio

Washington si scontra con la Turchia


Il massacro di milioni di armeni durante la Prima guerra mondiale fu un Genocidio. Lo stabilisce la risoluzione numero 252 approvata dalla Commissione Affari esteri degli Stati Uniti, con 23 voti a favore e 22 contrari. Il voto della Commissione non è vincolante ma è un passo per la risoluzione ufficiale del Congresso.

Durissima la reazione di Ankara che ha condannato il provvedimento richiamando in Patria l'Ambasciatore "per consultazioni". In una nota diffusa del Primo ministro turco si legge: "Noi condanniamo questa risoluzione che accusa la Turchia di un crimine che non è stato commesso".

La decisione degli Usa è stata accolta con soddisfazione dagli armeni. Il Ministro degli Esteri Edvard Nalbandian ha evidenziato che la risoluzione costituisce un "passo importante per prevenire altri crimini contro l'umanità".

Le relazioni tra Turchia e Armenia erano avviate verso una normalizzazione dopo la firma dei protocolli di Zurigo dello scorso ottobre che però non sono ancora stati ratificati dai rispettivi Parlamenti.

5 marzo 2010

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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