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Il ricordo di Solidarnosc

30 anni fa la sfida al regime comunista


Il 10 novembre 1980 veniva registrato Solidarnosc. Lo scontento popolare per l'imposizione del comunismo sfociava nella costituzione del sindacato libero di opposizione al regime.

La salita al soglio pontificio di Karol Woytjla nel 1978 aveva portato la Polonia al centro della scena. Gli intellettuali combattevano a fianco a fianco degli operai. L'Europa conosceva Lech Walesa, Tadeusz Mazowiecki e una nuova classe dirigente polacca nata in seno all'opposizione al comunismo. 

Fuori e contro il partito al governo si è sviluppata la lotta per la libertà di coscienza e di religione, la libertà di parola, l'accesso ai mass media. L'attività di Solidarnosc è stata fondamentale per la nascita della democrazia polacca.

10 novembre 2010

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

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Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

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