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Addio a Malvina Burstein

salvò 1500 ebrei ungheresi


Si è spenta a 97 anni la donna che mise in salvo 1.500 ebrei ungheresi durante la Shoah.

Malvina è originaria di Trebisow, in Cecoslovacchia. Quando la cittadina viene invasa dai nazisti chiude il negozio di modista e vive nascosta in una cantina per un anno. Nel 1942 raggiunge Budapest grazie a documenti falsi, qui conosce altri ebrei. 
Uno di loro riesce a ottenere centinaia di permessi di lavoro falsi per non ebrei ordinandoli per telefono all'Istituto poligrafico nazionale, fingendosi un grande industriale. 
Malvina, che è elegante e di bell'aspetto, si assume il rischio di andare a ritirare questi permessi per tre volte, dicendo di essere la segretaria del finto imprenditore.
La maggior parte delle persone che ricevono il permesso sopravvivono e fuggono in Israele. Dopo la guerra Malvina emigra negli Stati Uniti dove conduce un'esistenza tranquilla e lontana dai riflettori. Trascorre l'ultimo periodo della sua vita in una casa di riposo del Maryland.

24 novembre 2010

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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