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Al via il Premio letterario Acqui Storia

"La Bontà insensata" tra i libri finalisti


Il premio letterario Acqui Storia giunge quest'anno alla 44ma edizione. Il riconoscimento, nato per ricordare la Divisione Acqui e i caduti di Cefalonia nel 1943, ha visto oltre 180 opere partecipanti. 

Quindici le opere finaliste. Tra loro, il libro di Gabriele NissimLa Bontà insensata. Il segreto degli uomini Giusti (Ed. Mondadori), che è stato scelto dalla giuria della sezione divulgativa, presieduta da Giordano Bruno Guerri.

Le altre opere che concorrono al primo premio di questa sezione sono Sublime madre nostra. La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo di Alberto Mario Banti, L’alleato Stalin. L’ombra sovietica sull’Italia di Togliatti e De Gasperi di Marco Clementi, Da Parigi a Gerusalemme. Sulle tracce di Chateaubriand di Stenio Solinas, In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra fredda di Andrea Vento. La premiazione avverà sabato 22 ottobre 2011 ad Acqui Terme.

24 giugno 2011

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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