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Diario di Henry Morgenthau

presentazione alla Camera dei Deputati


Martedi 19 aprile, ore 11.00
Camera dei deputati - Roma
Palazzo S. Macuto, Sala del Refettorio
via del Seminario 76

In memoria del 96° anniversario del genocidio armeno l'intergruppo parlamentare "Amicizia Italia-Armenia" in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica d'Armenia presentano il

Diario di Henry Morgenthau
edizioni Guerini e Associati.

Le memorie di Henty Morghentau costituiscono un documento di fondamentale importanza sul primo grande genocidio del Ventesimo secolo. Morgenthau come ambasciatore americano è stato a contatto diretto con gli organizzatori della strage e ha cercato di fermare il piano di sterminio.

Intervengono: Sandra Zampa, Rouben Karapetian, Franco Asciutti, Giancarlo Pagliarini, Marcello Flores, Francesco Berti.

Per partecipare è necessaria la prenotazione registrandosi presso l'Ambasciata della Repubblica d'Armenia alla mail info@amasciataarmena.it

18 aprile 2011

Commenti

Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime.Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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