English version | Cerca nel sito:

Una Foresta per Giorgio Perlasca

in Israele


Giorgio Perlasca

Giorgio Perlasca

In Israele c'è un bosco dedicato al Giusto tra le Nazioni Giorgio Perlasca, che durante la seconda guerra mondiale salvò la vita a circa 5 mila ebrei ungheresi fingendosi un diplomatico spagnolo.

Il bosco, che raccoglie 10 mila alberi tra pini, eucalipti e cipressi, si trova nel nord del Paese tra la città di Accro (Acri) e di Safed, all'interno della foresta Ahihud.
La foresta è gestita dal Keren Kayemeth LeIsrael (KKL).

18 maggio 2011

Commenti

Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente.Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Scopri nella sezione

Multimedia

intervista a Faiza Abdul Wahab

figlia del tunisino che salvato a Mahdia un gruppo di ebrei durante la Shoah

La storia

Giuseppe Sala

con l'Opera San Vincenzo organizzava il soccorso agli ebrei