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Shoah, la "Catastrofe"


Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.Il principale ideatore e responsabile dello sterminio è Adolf Hitler, in quanto ha indicato nella popolazione ebraica residente in Germania e in tutta Europa, il vero nemico della pura razza ariana: gli ebrei non hanno compiuto alcun atto di ostilità nei confronti dei tedeschi, ma vengono comunque presentati come nemici. Per mettere in atto questo progetto Hitler si è avvalso dell’apparato statale tedesco e di un’organizzazione moderna dello sterminio, affidata ad Adolf Eichmann. Quest’ultimo assolve accuratamente il compito organizzando i convogli che da tutta Europa portano gli ebrei verso i campi di sterminio tedeschi.
Due le date fondamentali che precedono il genocidio: il settembre del 1935, in cui vengono emanate le Leggi di Norimberga (leggi di cittadinanza che distinguono tra tedeschi, non ariani ebrei, mezzi ebrei di primo e secondo grado, basandosi sull’ascendenza e sull’appartenenza religiosa ebraica ); e il 1939, data in cui vengono emanate le leggi sull’emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti polacchi. La pianificazione del genocidio avviene invece con la Conferenza di Wannsee del 1942, nella quale si programma lo sterminio di 11.000.000 di ebrei. continua Il movente ideologico fondamentale è il razzismo, inteso come affermazione della superiorità del popolo tedesco, ritenuto di ”pura razza ariana”, di contro al “nemico ebraico”, già deicida e responsabile ora della debolezza economica della Germania. La possibilità di un inquinamento razziale porta a progettare lo sterminio per rendere tutto il mondo “judenfrei”. La realizzazione del progetto è resa possibile dal fatto che Hitler ha trasformato la Germania in uno stato totalitario. Accanto al controllo delle tradizionali leve del potere, la propaganda indirizza la società di massa a ritenere gli ebrei l’ostacolo sulla via della realizzazione del magnifico “giardino” tedesco progettato da Hitler. Dal 1933 al 1940 il nazismo cercò di risolvere la questione ebraica con l’emigrazione; dal 1941 al 1945 venne attuato lo sterminio. Dapprima gli ebrei sono privati dei diritti civili ed espulsi dai territori tedeschi. Una volta creati i ghetti nei territori conquistati ad est, gli ebrei vi vengono rinchiusi e costretti a vivere in precarie condizioni. Massacrati dapprima dagli Einsatzgruppen, sono infine deportati nei campi di sterminio in Polonia, dove, dopo una selezione, vengono o uccisi subito o sfruttati fino all’esaurimento delle loro forze. Gli ebrei, considerati degli “Untermenschen”, furono eliminati in molti modi: nelle camere a gas, nei ghetti, nei campi di lavoro coatto, nelle fabbriche tedesche, nei lager con gli atti di brutalità gratuita da parte delle SS e con la riduzione progressiva delle razioni alimentari, attraverso le esecuzioni sommarie degli Einsatzgruppen, attraverso una pseudo-sperimentazione scientifica, ecc.

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