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Egitto, piazza Tahrir non si ferma

chi sono i dissidenti?


L'annuncio delle dimissioni del governo militare non ferma le proteste: i manifestanti sono ancora in piazza per protestare contro i militari, un neonato è stato ucciso a causa dei lacrimogeni. La gente che protesta si difende dal fumo con maschere antigas di plastica.
Ma chi sono i dissidenti?


La donna che vuole essere presidente


Bouthaina Kamel ha quarantanove anni è stata cronista della televisione di stato fino al 2006; si è dimessa per protestare contro la censura. È stata la conduttrice di un celebre programma radio Eterafat al-Leyali (Confessioni notturne) che dava spazio a discussioni sugli abusi di potere, sui diritti delle minoranze, sul sesso. Il programma è stato sospeso dalla censura.


Quando è scoppiata la rivolta è scesa in piazza e poi ha scelto di candidarsi per le elezioni presidenziali: "Se non ci fosse stata la rivoluzione, non avrei mai fatto le elezioni presidenziali. Sono una donna, ma i diritti delle donne non sono il mio unico obiettivo. Io combatto per i diritti di tutti gli egiziani“. Qualche giorno fa è stata arrestata e poi rilasciata.


I tweet di protesta

Alaa Abel Fattah è stata una delle voci che da Piazza Tahrir attraverso twitter e il suo account @alaaha fatto conoscere al mondo la protesta egiziana. Non ha potuto scendere in piazza perché è stato arrestato a fine ottobre, per aver pubblicato un articolo in cui chiedeva con forza che l'Egitto diventasse uno stato di diritto e permettesse un'autopsia sul corpo di Mina Daniel, un ragazzo che è stato ucciso durante il massacro di Maspero dello scorso 9 ottobre. 

Nawara Negm è figlia di un famoso poeta di strada Ahmed Fouad Negm. Anche lei utilizza twitter per dare voce a Piazza Tahrir.


Tra loro c'era anche Mansoura Ez Eldin, una celebre scrittrice che negli scorsi giorni è uscita di casa dopo aver scritto sul braccio il suo nome e il numero della carta d'identità: "così se si rimane uccisi dai proiettili gli altri potranno identificarti e dare notizia della tua morte alla tua famiglia", spiega al Corriere della Sera.


È drammatica la storia di Ahmed Harara: lo scorso 28 gennaio perde un occhio combattendo contro gli uomini di Mubarak, qualche giorno fa perde anche il secondo occhio negli scontri con l'esercito. "Meglio vivere cieco dignitosamente che vedere ed essere umiliato" commenta l'uomo, un dentista di 32 anni.

23 novembre 2011

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Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
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