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Laurent Gbagbo in carcere

su mandato della Corte Penale Internazionale


L'ex Presidente ivoriano è stato incarcerato dal Tribunale Penale Internazionale per "responsabilità indiretta" negli "omicidi, stupri, persecuzioni e altri atti inumani" compiuti dai suoi miliziani sui civili tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, quando cercava di rimanere al potere sebbene avesse perso le elezioni contro lo sfidante Alassane Ouattara



In quel periodo le violenze delle due parti causarono più di 3.000 morti. Il procuratore della Corte Penale Luis Moreno Ocampo si è recato in Costa d'Avorio a metà ottobre per completare la sua indagine, che, ha dichiarato, "sarà imparziale" e "si concentrerà su un massimo di sei uomini responsabili di crimini gravi". 


Le associazioni per i diritti umani si dicono parzialmente soddisfatte, ma timorose di una "giustizia dei vincitori" contro l'ex Presidente sconfitto. Moreno Ocampo ha replicato alle loro critiche affermando che "Gbagbo è solo il primo imputato, gli Ivoriani avranno giustizia per tutti i crimini commessi in Costa d'Avorio", quindi anche quelli delle milizie di Ouattara. 


30 novembre 2011

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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