English version | Cerca nel sito:

La firma che aspettavamo: Vaclav Havel

dal Presidente il sostegno per la Giornata Europea dei Giusti


La morte dell'Ex Presidente Ceco Vaclav Havel ci ha colti di sopresa. Soltanto venerdi Gabriele Nissim gli aveva scritto chiedendogli di sostenere l'appello per una Giornata Europea dedicata ai Giusti. 



"Caro Vaclav Havel,


Sono uno scrittore e da dieci anni ho promosso un'istituzione, Gariwo, la foresta dei Giusti, che si batte per onorare gli uomini giusti che sono stati capaci di difendere la dignità umana nei Paesi totalitari, aiutando i perseguitati e lottando contro la menzogna dei regimi nazisti e comunisti.
Ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente a Praga negli anni '80 quando ho realizzato dei documentari televisivi clandestini su Charta 77.
Lei stesso mi era stato da guida quando ho documentato le attività delle università volanti e le manifestazioni di resistenza dei giovani. Forse lei si ricorderà quando venni a casa sua con una piccola telecamera Handycam Sony che fortunatamente passava inosservata di fronte alle maglie della censura. Allora i funzionari della polizia politica non conoscevano questa tecnologia e così potei riportare tutti i materiali filmati nella mia borsa e passare la frontiera.
Altre volte venni invece fermato dagli agenti della sicurezza, come quando mi recai a trovare il suo vecchio compagno di lotta Vaclav Benda.


Il suo pensiero ha poi avuto un’importanza fondamentale nella mia vita ed è stato un riferimento prezioso per tutti i libri che ho scritto in Italia.
Proprio nell’ultimo,pubblicato quest’anno , “La Bonta insensata, il segreto degli uomini giusti, chiudo le mie riflessioni con una sua citazione sulla forza dei senza potere, che considero esemplare:
Tutti noi possediamo una prerogativa che nessuno ci può togliere, è il potere che ciascuno ha nei confronti di se stesso, l’unica cosa che anche il più impotente di noi possiede ed è al tempo stesso l’unica cosa che nessuno, nemmeno il più feroce dei dittatori, potrà mai portarci via.


La vorrei ringraziare dopo tanti anni perché lei è stato per me un amico filosofico e un grande punto di riferimento, anche se non ho più avuto l’occasione di incontrarla personalmente dopo quegli anni difficili a Praga
Le scrivo per chiederle se lei può sottoscrivere un appello che ho fatto circolare in tutta Europa e che a giorni verrà presentato al Parlamento europeo.
In questo testo ho universalizzato la categoria dei Giusti che viene dalla memoria della Shoah (i soccorritori degli ebrei) e l’ho estesa ha tutti i genocidi e a tutti i totalitarismi.
Ho considerato poi che Giusti, intesi non come santi o eroi, ma come persone con una coscienza, siano stati tutti gli uomini che hanno avuto la forza di resistere con grande sacrificio alle menzogne dei regimi comunisti.


Da qui è nata la proposta che fra pochi giorni verrà presentata al Parlamento europeo: istituzionalizzare una giornata internazionale dei Giusti  dedicata alle grandi e piccole figure morali che si sono battute contro i totalitarismi in Europa e che anche oggi in altri luoghi del mondo difendono la dignità umana.
Penso che soltanto attraverso la memoria di queste figure positive si possa salvaguardare il meglio della cultura europea, insegnare ai giovani e alle prossime generazioni il gusto e il piacere della responsabilità personale su cui lei ha sempre insistito.


Sarei veramente felice di una sua adesione perché ci potrà aiutare moltissimo nel nostro lavoro. Le chiedo gentilmente se può accompagnare la sua adesione con una dichiarazione scritta che faremo circolare su Facebook e sul nostro sito.
Se non è chiederle troppo, sarei felice se la sua fondazione ci aiutasse, come sta facendo in questi giorni la fondazione Geremek in Polonia.
Abbiamo bisogno di ottenere l’adesione della maggioranza deputati europei per ottenere questo risultato e speriamo di avere tanti amici dal suo Paese che ci possano sostenere.
La ringrazio veramente di cuore e mi sembra con questa lettera di averla ritrovata come un caro amico che tanto mi ha dato.


Gabriele Nissim"


Sfortunatamente, la sua scomparsa è giunta prima che Havel potesse aderire formalmente alla nostra iniziativa, ma la sua assistente Sabina Tančevová ci aveva assicurato il sostegno del Presidente. 


Sostieni anche tu la Giornata europea dedicata ai Giusti


Vorremmo che l'Europa istituisse una Giornata europea dedicata ai Giusti e nei prossimi giorni la proposta sarà presentata al Parlamento europeo. Per raggiungere questo importante obiettivo abbiamo bisogno anche di te: su Facebook puoi lasciare la tua firma con un solo click! 


Per aderire clicca qui 


Se puoi aiutaci a fare conoscere la campagna segnalandola ai tuoi amici! 

19 dicembre 2011

Commenti

Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Scopri nella sezione