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Vaclav Havel

addio al Presidente della Rivoluzione di Velluto


Vaclav Havel si è spento a 75 anni a Hradecek, ucciso da una malattia ai polmoni. Praga ha accolto la notizia della sua scomparsa con sorpresa: gli annunciatori del telegiornale si sono vestiti a lutto per annunciare la sua scomparsa. 

Vaclav Havel nasce a Praga nel 1936, dopo il servizio militare studia drammaturgia e mette in scena alcuni spettacoli teatrali. Nel 1964 sposa Olga Splichalova. Dopo la repressione della Primavera di Praga, fu escluso dal teatro e scrisse il manifesto Charta '77.


Charta '77


Nel 1976 ci sono repressioni contro gli artisti indipendenti e l’arresto di alcuni musicisti, tra cui un pastore protestante.  Questo episodio avvia  la raccolta di firme alla “Dichiarazione di Charta ’77”, che si riferiva alla “Carta Internazionale dei Diritti Umani” sottoscritta in ottobre dal governo cecoslovacco; la “Dichiarazione”, firmata inizialmente da 242 persone, venne resa pubblica il 1 gennaio 1977 e sottoscritta da 1898 aderenti. Desiderando evitare le repressioni, i firmatari sottolinearono che non intendevano dar vita a nessuna organizzazione, ma unicamente a un’aggregazione informale di uomini “di convinzioni, confessioni e professioni diverse uniti dal desiderio di difendere individualmente o insieme i diritti dell’uomo e dei cittadini”. L’unico ruolo formale in Charta ‘77 era la funzione di portavoce, che ricoprirono per primi Jan Patocka, Vaclav Havel e Jiri Hajek.


Il Governo si oppone duramente al manifesto, descrivendolo come "un documento abusivo, antistatale, antisocialista e demagogico". I firmatari sono puniti con la perdita del lavoro, il ritiro della patente, la perdita della cittadinanza o del diritto allo studio per i loro figli, il carcere e l'arresto.  In loro sostegno nasce il  VONS, Il Comitato per la Difesa degli ingiustamente perseguitati. I leader di questo movimento vengono condannati al carcere per attività sovversiva: Havel sconterà 4 anni e mezzo di prigione. Dal carcere scrive una bellissima serie di lettere alla moglie, raccolte nel libro Lettere ad Olga.
Nel box a fondo pagina diversi approfondimenti su Charta 77


Il Presidente della Repubblica Ceca


Il 16 gennaio 1989, anniversario del suicidio di Jan Palach, viene arrestato e condannato a 9 mesi di carcere per aver deposto fiori sotto la statua di san Venceslao. Il 19 novembre 1989 è tra i fondatori del Forum Civico, la principale struttura della “Rivoluzione di Velluto”. Il 29 dicembre diventa Presidente della Federazione Cecoslovacca, carica da cui si dimette nel 1992, dopo la scissione dalla Slovacchia. Il 26 gennaio 1993, il nuovo parlamento céco lo elegge primo Presidente della Repubblica Céca. Nel gennaio 1996, dopo una lunga malattia, muore la moglie Olga, amatissima in Patria. Il 20 gennaio 1998, il Parlamento lo elegge nuovamente presidente della Repubblica, rimarrà in carica fino al 2003.
Nel box a fondo pagina una sua biografia approfondita.


Rassegna stampa
Repubblica Ceca, è morto Havel, eroe della Rivoluzione di Velluto , La Repubblica
Havel, il contestatore col sorriso, La Stampa
E' morto Vaclav Havel, Corriere della Sera
Vaclav Havel: the other Europe, The Guardian

19 dicembre 2011

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

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La storia

Marek Edelman

vicecomandante dell'insurrezione nel ghetto di Varsavia