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Praga, 28 aprile 1986

Gabriele Nissim intervista Vaclav Havel


Nissim:  Come spiegare che in Cecoslovacchia dopo le grandi speranze della Primavera di Praga ci sia stata una così grande passività della popolazione?
Havel: La società cecoslovacca in generale non è molto enfatica; non si entusiasma rapidamente per gli avvenimenti. Nel 1968 effettivamente la gente si è entusiasmata, la popolazione si è impegnata per cercare di migliorare il regime. Ma da allora la gente soffre per la sconfitta di vent'anni fa. 
Coloro che oggi si impegnano di più sono perseguitati e perseguiti legalmente e questo suona da monito per l'insieme della popolazione. 
È la ragione per cui gli abitanti del paese hanno spesso un atteggiamento scettico. Ma ciò mi pare ragionevole e normale in queste condizioni.
Il regime che è stato imposto nel 1968 è fondato sulla manipolazione della società e gli strumenti di manipolazione sono così tanto raffinati che il regime è quasi riuscito ad atomizzare la società.  Il risultato è  che la società è piuttosto indifferente , relativamente disperata e ci sono molte possibilità che ciò possa durare ancora a lungo. Ci vorrà prima di tutto un'altra direzione politica, perchè la direzione che è al potere oggi è quella che perseguita la gente da una ventina d'anni. Ci vorrà quindi del tempo per un nuovo impegno civile della popolazione.


Nissim: Lei ha scritto  che un turista  occidentale che visita la Cecoslovacchia non è in grado di rendersi conto della violenza del regime. E ha anche sostenuto che la violenza è molto più manifesta e visibile in paesi come il Sud Africa o in Cile piuttosto che in Cecoslovacchia. Nel totalitarismo comunista la violenza sarebbe più spirituale e civilizzata rispetto ai regime di stampo fascista.
Havel: Quale è la differenza tra un regime totalitario di destra rispetto a quello di sinistra? La differenza è che  in un regime di destra esiste un gruppo di persone al potere che è facilmente riconoscibile; è più facile definire una barriera tra chi opprime e chi è oppresso, è più facile distinguere.  C'è una direzione  che utilizza degli strumenti di manipolazione estremamente appariscenti, come la polizia e l'esercito. Da noi invece il sistema non ha necessariamente bisogno di utilizzare una repressione visibile nelle strade, poiché  può usare dei mezzi estremamente più raffinati e sofisticati. Ha a sua disposizione degli strumenti indiretti di cui invece il regime di destra non dispone. Dato che lo Stato è l'unico datore di lavoro, ha modo di intimidire la gente attraverso pressioni sul lavoro. Oppure può impedire di viaggiare o di trovare una casa. Sono questi i sistemi che condizionano il cittadino e lo rendono passivo. Il regime crea nella quotidianità una molteplicità di paure e di condizionamenti.


Nissim: Lo scrittore  cecolslovacco Simecka nel libro Il ristabilimento dell'ordine  ha scritto che uno degli strumenti più efficaci che il potere ha utilizzato dal '68 per intimidire la gente è il ricatto sulla carriera scolastica dei bambini. I genitori si trovano nel dilemma di rinunciare alle loro opinioni per il futuro dei loro figli. I bambini sono diventati dei veri e propri ostaggi nelle mani dello stato.
Havel: Quello che sostiene Simecka è perfettamente vero. Ma non è un fenomeno che nasce dal 68,  è cominciato dal '48. quando il partito comunista ha preso il potere. Io ne ho avuto una esperienza personale poiché allora bambino di origine borghese non ho potuto portare a termine degli studi. All'epoca i bambini figli di contadini ricchi o di borghesi non hanno avuto la possibilità di studiare. Oggi i criteri non sono più gli stessi, poiché non è più l'appartenenza di classe che gioca un ruolo, in quanto il regime parte dal presupposto  di  aver abolito le classi.  Ciò che invece è decisivo sono le opinioni politiche dei genitori, della famiglia  o  anche  qualche volta dei nonni. Se un giovane vuole entrare al liceo o all'università deve fornire informazioni sulle posizioni politiche dei genitori. Il regime così decide della carriera scolastica dei figli sulla base del comportamento dei parenti. Oppure per il criterio di selezione conta se il giovane appartenga alle organizzazioni giovanili del partito. In questo caso sarà avcantagiato chi già da giovane è militante del partito e delle sue organizzazioni affini.  Recentemente sono stato testimone di un caso particolare che è caratteristico dei cambiamenti che ci sono stati rispetto al '48.
La televisione ha trasmesso un film sugli studi cinematografici costruiti da mio nonno, morto nel 1924. In questo film c'era il divieto di pronunciare il nome di mio nonno, ma non più per la sua origine borghese, ma a causa delle mia appartenenza a Charta 77. Ecco come la situazione si è capovolta.


Nissim: Ma con Gorbaciov non si aprono delle speranze? 
Havel: Non si può negare che la politica  più  dinamica e aperta di Gorbaciov apra delle possibilità che non esistevano prima. In primo luogo quella di    prendere il Potere sulla parola quando parla di democratizzazione e di pluralità e quindi il cittadino può interrogarlo per chiedergli dei veri cambiamenti. Qui la situazione è però un po' più complessa perchè gli appelli alla democratizzazione  vengono dagli stessi  che  da vent'anni reprimono  ogni forma di democratizzazione e di pluralismo. È per questo che la popolazione rimane alquanto scettica.


Nissim: Ma non c'è alcun segno di cambiamento?
Havel:  Sì, qualche segno c'è anche nelle strutture ufficiali.
È più visibile che negli stessi movimenti di opposizione, perché questi fanno praticamente le stesse cose da molti anni. Essi si rivolgono alle strutture di potere per chiedere il rispetto della legge e dei diritti dell'uomo. Nelle strutture ufficiali per contro si intravvedono dei piccoli segni che non si vedono nella strada ad occhio nudo. Soprattutto nelle organizzazioni artistiche dove accadono delle cose fino ad ora impensabili, come si è visto nei dibattiti ai congressi degli scrittori e degli artisti di arte plastica. E c'è anche qualche cosa che mi riguarda. Un certo numero di teatri cominciano a proporre le mie commedie nei loro cartelloni e e l'agenzia ufficiale che fa da ponte tra gli artisti ed i teatri ha avviato dei negoziati con me. Non vorrà dire che i miei pezzi saranno proposti e che i teatri riceveranno l'autorizzazione di metterli in scena, ma il solo fatto che qualcuno ci pensa e che la genti osi parlarne è comunque un cambiamento manifesto; una cosa che era impensabile fino a cinque o sei anni fa.


Nissim: Charta 77 si definisce come movimento di opposizione morale, più che come movimento politico. Lei stesso ha proposto in un suo libro una definizione che è poi diventata famosa: "La politica anti - politica". Ora che in tutto l'Est i movimenti indipendenti prendono coraggio per l'attuale indirizzo riformatore di Gorbaciov , crede che il ruolo della Charta cambierà , per diventare quello di un vero e proprio partito politico di opposizione?
Havel: In una società completamente demoralizzata come è la nostra e dove la Politica come attività creatrice umana è stata completamente distrutta non potevamo fare altro che chiedere al cittadino di seguire nella sua esistenza certi comportamenti morali. Per esempio, dire la verità ad alta voce, vivere nella quotidianità la verità, avere il coraggio di essere sinceri in un sistema caratterizzato dalla menzogna di regime. Charta 77 è nata proprio con questo spirito: diventare un movimento di opposizione morale piuttosto che pensare di porsi in concorrenza con il Potere. 
Ma ecco il paradosso che abbiamo scoperto. Se da noi il campo della Politica come settore dell'attività umana non esiste più, esso però non è scomparso, ma si è spostato altrove, in particolare all'interno del comportamento etico. È così tutto è ritornato ad essere politico: il fatto per esempio di impegnarsi per i diritti civili e di domandare che siano rispettati è diventato una posizione politica. Anche l'avere coraggio diventa politico, perché chi lo fa viene perseguitato
La Charta non cambierà la sua posizione fondamentale oggi con il pretesto che oggi si manifesta un mutamento di clima e di contesto. Sarebbe in contraddizione con la sua identità. I suoi membri  possono oggi pensare di valorizzare le loro ambizioni politiche, di costruire degli spazi diversi più vicini alla politica tradizionale, ma lo potranno fare solo come singoli, non in nome della Charta che vuole mantenere la sua caratterizzazione morale . E cioè difendere i diritti dell'uomo, chiedere il rispetto della legalità ed eventualmente  che vengano modificate le leggi particolarmente insoddisfacenti.

19 dicembre 2011

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

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Multimedia

I giovani dell'antipolitica

documentario realizzato clandestinamente da Gabriele Nissim con la collaborazione di Vaclav Havel

La storia

Josef Zverina

teologo di "Charta 77"