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Lutto a Praga

in migliaia seguono il feretro di Vaclav Havel


Migliaia di persone hanno accompagnato il feretro di Vaclav Havel, anima della dissidenza sotto il comunismo e primo Presidente della Repubblica Ceca. Molti hanno applaudito il passaggio delle sue spoglie, che sono state portate al Castello come è accaduto con i re e gli imperatori in millenni di storia. Numerose le persone vestite di nero. 

Jaroslav Mino, che è venuto dalla Slovacchia orientale per dare l'ultimo saluto a Havel, ha commentato: "Havel è stato un modello di uomo che aspirava a vivere in armonia con la propria coscienza interiore e non aveva paura di soffrire per questo". 


Del corteo fa parte anche Martina Smith, assistente del leader di Carta '77 durante gli anni '90, che ha dichiarato: "Per me è un fatto personale, ho voluto salutarlo e accompagnarlo nel suo ultimo viaggio". 


Giunta al Castello la bara è stata avvolta nella bandiera ceca e sistemata sullo stesso carro a sei cavalli che trasportò la bara di Tomas Garrigue Masaryk, il primo Presidente della Cecoslovacchia nel 1918. L'attuale Presidente ceco, Vaclav Klaus, ha ricordato Havel come "un uomo dalla personalità notevole" e "una persona dalle opinioni salde cui il popolo aveva affidato le proprie speranze".  

21 dicembre 2011

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

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