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Stop alla legge francese sul negazionismo

decine di deputati ricorrono alla Corte Costituzionale


1 febbraio 
Stop alla legge già approvata dalle due Camere, ma ancora in attesa della firma presidenziale. Sarkozy non potrà promulgarla fino a un verdetto del Consiglio Costituzionale. Parlamentari di tutti i partiti hanno adito l'organo di garanzia contro il provvedimento che prevede il carcere per chi nega il genocidio armeno. La Corte ha un mese di tempo per valutare la costituzionalità della norma. 


Secondo i 77 senatori e 65 deputati che hanno adito il Consiglio la legge lederebbe la libertà d'espressione e assegnerebbe al potere legislativo il compito di scrivere la storia. 


24 gennaio 
La legge contro il negazionismo passa al Senato francese
ira della Turchia contro Parigi


La Camera alta francese ha ratificato lunedì la legge già adottata il 22 dicembre scorso dall'Assemblea nazionale francese, che prevede un anno d prigione e 45 mila euro di ammenda per chi nega tutti i genocidi riconosciuti dalla Francia, tra cui quello armeno del 1915. Ankara, che rifiuta categoricamente di riconoscere il Metz Yeghern, ha accusato Nicolas Sarkozy di fare demagogia con l'elettorato di origine armena. 


Molti giornali hanno invitato la Turchia alla moderazione. "Dobbiamo rimanere in possesso del nostro buonsenso", titola HaberTürk. Tuttavia il premier turco Erdogan sembra intenzionato ad adottare una serie di rappresaglie, dal ritiro dell'Ambasciatore a ritorsioni politiche ed economiche.  


23 dicembre 2011
Parigi, Ankara e il genocidio armeno
crisi diplomatica sulla legge contro il negazionismo

L'Assemblea nazionale francese ha approvato oggi la proposta di legge dell'onorevole dell'UMP Valérie Boyer che punisce la negazione pubblica del genocidio armeno con un anno di prigione  e una multa di 45.000 euro. 

La Turchia in collera minaccia ritorsioni. Ankara ha già richiamato il proprio Ambasciatore a Parigi, minaccia di congelare la cooperazione sulla questione siriana e pianifica anche delle rappresaglie economiche come il boicottaggio dei beni francesi. Il sospetto di Ankara, che è stato espresso anche da forze francesi di opposizione, è che la legge sia stata voluta dal partito di Sarkozy come mossa elettoralistica. 


I dubbi più significativi, che abbiamo ricordato tempo fa su Gariwo con un editoriale di Stefano Levi della Torre seguito da un dibattito appassionato, riguardano la possibile lesione della libertà di espressione e di quella accademica. 


Le Monde ricorda che la negazione del genocidio armeno assume spesso i contorni di un'incitazione all'odio e che la libertà di parola in Turchia è messa a dura prova dal governo Erdogan che ha fatto arrestare altri 40 giornalisti martedì, oltre a quelli già finiti in prigione ultimamente con Ragip Zarakolu


Più complesso il discorso sulla libertà di ricerca storica invocata da qualificati studiosi francesi guidati da Pierre Nora secondo il motto "la storia va lasciata agli storici" ed esclusa dagli oggetti giuridici. L'obiezione del quotidiano francese è che allora si dovrebbe cancellare dalla Costituzione, una fonte primaria del diritto, ogni riferimento alla Rivoluzione francese.  


  

1 febbraio 2012

Commenti

Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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