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La Chiesa contro il Teatro

da Gariwo solidarietà al Teatro Franco Parenti


Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

Gariwo, la foresta dei Giusti esprime solidarietà ad Andrée Ruth Shammah e al Teatro Franco Parenti. Il Teatro è stato oggetto di minacce e insulti per aver scelto di mettere in cartellone lo spettacolo Sul concetto di volto del Figlio di Dio, di Romeo Castellucci.

Andrée Ruth Shammah si rivolge con una lettera aperta alle autorità cittadine e religiose: "Chiediamo un intervento deciso che riconduca il dibattito a toni e forme più consoni alla grande tradizione civile e culturale di Milano. Una città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l'apertura". 


Riportiamo qui integralmente la lettera, che è stata pubblicata dal Corriere della Sera, e ci auguriamo che Milano raccolga l'appello di una delle personalità più significative del panorama culturale italiano.



Lettera aperta alle Autorità religiose e civili della città di Milano.


Chiediamo alle Autorità religiose e civili della città di intervenire, in modo pacato, ma autorevole, per riportare serenità e pacatezza nell'acceso dibattito che si è scatenato negli ultimi giorni attorno allo spettacolo Sul concetto del volto del Figlio di Dio, che dovrà approdare a Milano nelle prossime settimane. Il nostro teatro è da qualche settimana oggetto di lettere, comunicazioni, messaggi e-mail, che si schierano contro la messa in scena dello spettacolo, tacciandolo di blasfemia, sulla base di informazioni errate o male interpretate. Le dimensioni della protesta aumentano di giorno in giorno, anche in violenza espressiva e intimidazione, minacciando la sicurezza di questo luogo, di chi ci lavora, quasi ricercando l'offesa personale, e chi ne usufruisce come luogo della cultura. Questo atteggiamento ci disorienta. Chiediamo un intervento deciso che riconduca il dibattito a toni e forme più consoni alla grande tradizione civile e culturale di Milano. Una città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l'apertura. 
Il nostro Teatro non ha mai voluto essere offensivo. Non cerchiamo la polemica, semmai, sempre, il dialogo costruttivo, nel rispetto reciproco. Siamo territorio della cultura e dello scambio, non della violenza. Non ci spaventa il dibattito, il confronto anche animato, che è un elemento sano, naturale e prezioso di una civiltà che cresce. A condizione che non si sconfini nella minaccia, nell'ingiustificata aggressione. Chiediamo che chi guida questa città, nello spirito e nelle azioni, intervenga per allentare le inutili e pericolose tensioni e riportare la discussione nella dimensione più appropriata di quello che è uno spettacolo teatrale, che, semplicemente, può essere visto o non visto, piacere o non piacere, fare discutere o meno. In modo totalmente disarmato.
LA REPLICA DELLA CHIESA CATTOLICA


E, - grazie al Cielo? - , la risposta della Chiesa non si è fatta attendere. Sono molte le proteste, anche  dii gruppi estremisti come Militia Christi. il teologo padre Giovanni Cavalcoli ha scritto al Papa, segnalando che lo spettacolo è "offensivo" e si ripercuote sulla "libertà religiosa, i minori, la dignità dell'arte e il buon costume".  Ecco la risposta della Santa Sede, firmata dall'assessore della Segreteria di Stato, mons. Peter Wells: secondo la Chiesa l'opera teatrale è "offensiva nei confronti di Cristo e dei cristiani" e auspica che "ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori". (Qui il testo completo della lettera di Wells)


Un giudizio che giunge prima che lo spettacolo teatrale sia andato in scena. Il debutto è infatti previsto per il  24 gennaio. Debutto che però potrebbe saltare. Andrée Ruth Shammah ha dichiarato al Corriere: "Davanti alle minacce, alle menzogne e alla mancanza di ragione non so più che dire... Non c’è, né mai c’è stato, nulla di blasfemo nell’opera, ma un gigantesco equivoco alimentato da alcuni contestatori. Castellucci è pronto e spera di poter incontrare il cardinale Scola. Perciò siamo disposti a rimandare lo spettacolo per creare questo dialogo, vorremmo poter chiarire la realtà delle cose con l’arcivescovo. Se fosse possibile, anche con lo stesso pontefice".


Castellucci da diversi quotidiani infatti ribadisce che quella che viene considerata blasfema è in realtà una preghiera.  Tra le scene più contestate c'è quella che prevede l'ingresso di un gruppo di bambini che lanciano sul volto di Gesù delle granate giocattolo. Questa scena a Milano non verrà rappresentata per mancanza di spazio ma  Castellucci sottolinea che si tratta di "un gesto innocente compiuto da innocenti" e Shammah rimarca: "bimbi innocenti che sono stati armati, come accade nel mondo, e a Parigi la gente piangeva di commozione".



Castellucci spiega che il liquido denso sul volto di Cristo non è materia fecale, come sostengono i detrattori, ma l'inchiostro con cui sono vergate le Sacre scritture, inchiostro che emana dal volto di Gesù come una sorgente. 


Gariwo si augura che il cardinale Scola raccolga l'invito del regista e veda lo spettacolo prima di esprimere un giudizio.

20 gennaio 2012

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