i disegni dal lager
Auschwitz e Terezin nelle matite dei deportati

Una bottiglia con ventidue disegni al suo interno, nascosta in una delle baracche di Auschwitz- Birkenau, non lontano dai forni crematori. Questo incredibile ritrovamento venne compiuto nel 1947 da un ex internato, oggi il museo di Auschwitz sceglie di raccogliere tutti i disegni che erano contenuti nella bottiglia in un libro in un libro, The Sketchbook from Auschwitz.
L'autore di questa toccante testimonianza non è conosciuto, la sua identità è nascosta dietro le iniziali con cui firma la sua opera: "N.N". L'attenzione ai dettagli e ai particolari rende evidente l'urgenza di testimoniare l'orrore che sta vivendo. I disegni sono quasi tutti a matita, solo alcuni dettagli sono colorati. Alcune volte sul foglio sono rappresentate due scene, come in un fumetto.
Così come è impossibile identificare l'autore è problematico anche datare i disegni. Dalla rappresentazione del cancello di Birkenau è chiaro che risalgono a prima del 1943. Tra i disegni, uno dedicato all'arrivo dei deportati nel campo, un'altro in cui si vede come le famiglie venivano separate tra di loro, sono raffigurati anche gli orribili comignoli dei forni crematori, i cadaveri, le violenze delle SS ai deportati.
Il libro è acquistabile online sul sito del Memoriale per 8 euro circa. Nel box a fondo pagina la fotogallery.
I bambini di Terezin
Terezin è il più grande campo nazista della Cecoslovacchia e prevede spazi per i bambini. Vengono rinchiusi nel ghetto-lagher circa 15 mila ragazzini, ne sopravvivono appena un centinaio. Guidati dagli ebrei adulti, i ragazzi vivono nel campo seguendo lezioni e attività culturali, facendo attività ricreative: i giovani riescono a stampare persino una rivista clandestina.
L'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis riesce a costituire una classe di disegno e nasconde le opere dei bambini in due valige, prima di essere deportata ad Auscwitz. Questi 4 mila disegni vengono riscoperti dieci anni dopo la fine della guerra, oggi sono custoditi al museo ebraico di Praga.
Nelle immagini e nelle circa 60 poesie scritte dai ragazzi momenti di vita nel lager ma anche ricordi e la speranza di un futuro migliore. Ecco alcuni versi:
"Quando all’alba il raggio del sole
illumina la terra
e l’erba scintilla di perle dorate,
quando l’aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere"
24 gennaio 2012
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