Una via per Anna Politkovskaja
a Milano
Il Consiglio comunale di Milano ha approvato all'unanimità, con 38 voti a favore, la mozione che chiede di istituire una via, una piazza o un luogo di Milano dedicata ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa a Mosca nel 2006 davanti al portone di casa sua.
La mozione, promossa dall'associazione AnnaVIva e presentata dai consiglieri Luca Gibillini, Marco Cappato e Filippo Barberis, sottolinea "l'alto valore morale e simbolico della figura di Anna Politkovskaja, conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno per i diritti umani, per le sue testimonianze dalla Cecenia e la sua fiera opposizione ad ogni forma di sopruso e ingiustizia. Anna Politkovskaja - si sottolinea nel documento approvato dall'aula - ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo del coraggio, della ricerca della verita' e della dignità".
La mozione nasce come risposta a un appello promosso da Andrea Riscassi e firmato da centinaia di cittadini.
Milano ricorda Anna Politkovskaja anche con un albero nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo, sulla collina del Monte Stella.
28 febbraio 2012
Approfondimenti su Gariwo
- Anna Politkovskaja [biografia]
- giornalista assassinata a Mosca
- Giornata in onore dei Giusti a Milano [articolo]
- con la dedica degli alberi e la testimonianza dei familiari
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Libertà di espressione
contro il pensiero unico
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze, e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.












