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Ecco chi mette a tacere Internet

Reporter senza Frontiere indica i Paesi che imbavagliano la Rete


Oggi è la Giornata mondiale contro la censura del web. E su questo c'è ancora molto da fare secondo il rapporto di Reporter senza Frontiere. Un anno fa in Medio Oriente sbocciava la Primavera araba soprattutto grazie all'uso massivo di internet, Facebook e Twitter.

Nonostante questo secondo l'associazione il 2011 resterà nella storia come un anno nero per le persecuzioni e gli attacchi alla libertà della rete:  ci sono stati cinque morti e più di 200 arresti tra persone che utilizzano internet per diffondere le notizie. Secondo Reporter senza Frontiere per questi giornalisti non sarebbe più sufficiente un giubbotto antiproiettile ma è necessario anche un "kit di sopravvivenza digitale" con cui aggirare le maglie della censura, criptare le informazioni e rendere anonime le comunicazioni


La lista dei Paesi dove la libertà di espressione non è garantita è lunga. Tra loro ci sono  il Bahrein, la Bielorussia, Cuba, l'Iran, la Corea del Nord, l'India, l'Arabia Saudita, la Siria.

12 marzo 2012

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Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.

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