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"Volevo morire"

le torture ai prigionieri in Siria


"Potevo sentire le persone che gridavano a causa delle torture che stavano subendo, questo è peggio di una tortura fisica". E' una delle agghiaccianti testimonianze che emerge dal rapporto di Amnesty International sulle violenze in Siria. 

Il rapporto evidenzia che alle persone vittime degli arresti dopo le proteste contro il regime di Assad vengono inflitti ogni genere di tormenti. Al momento dell'arresto vengono picchiati. Non appena giunti in carcere ci sono nuove percosse con calci, pugni, bastoni e corde, fruste. I prigionieri vengono lasciati in mutande e spesso all'aperto per 24 ore. 


Il momento più pericoloso è quello dell'interrogatorio: spesso i prigionieri vengono appesi al soffitto dentro a un pneumatico e poi picchiati selvaggiamente con bastoni. 
A volte il pavimento viene bagnato e poi viene data l'elettricità oppure viene costruita una sorta di "sedia elettrica" con alcuni elettrodi su braccia e gambe.


Sono molto frequenti anche le violenze sessuali.


Scarica il nuovo rapporto di Amnesty International sulla Siria

16 marzo 2012

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