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"Tanto tu torni sempre"

Ines Figini, la vita oltre il lager


Quando fu deportata Ines Figini non aveva ancora 22 anni. Non era partigiana, antifascista o ebrea. Era solo una ragazza che aveva avuto il coraggio di prendere le difese dei suoi colleghi che avevano organizzato uno sciopero alla Comense: "O tutti o nessuno", aveva osato dire. 



Ha pagato la sua ribellione con la deportazione. Nel libro ripercorre questa vicenda e tutta la sua vita con uno sguardo sereno e pieno di perdono. Ines Figini è una donna fuori dal comune e incontrerà i lettori oggi, 22 marzo, allo spazio Melampo di via Carlo Tenca 7 a MIlano  (MM Repubblica) alle ore 21.00.


Insieme a lei gli autori Giovanna Caldara e Mauro Colombo, il giornalista e scrittore Gabriele Nissim e Valter Merazzi, direttore del Centro di ricerca “Schiavi di Hitler”. Nando dalla Chiesa introdurrà la serata, durante la quale l’attrice Stefania Colombo leggerà alcune lettere scritte da Ines Figini alla madre durante il periodo seguito alla deportazione.

22 marzo 2012

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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Milano - Auschwitz

sesta puntata de "Il rumore della memoria"