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Mafia, nasce un archivio digitale dedicato a Pio La Torre

il politico ucciso


Viene presentato oggi alla Camera dei Deputati un vero e proprio archivio digitale dedicato a Pio La Torre, il politico ucciso dalla mafia.

All’interno del portale  si leggeranno gli interventi, gli articoli e gli scritti di La Torre, assassinato nel 1982, gli atti processuali relativi al suo delitto e agli assassinii di Mattarella e Reina. Questi sono documenti resi pubblici per la prima volta e provenienti dagli archivi del Tribunale di Palermo e dell’Aula bunker del carcere dell’Ucciardone. 


Saranno disponibili anche gli atti relativi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia della sesta legislatura e la sua relazione conclusiva di minoranza del 1976.  Il presidente del Centro La Torre Vito Lo Monaco ha dichiarato: Il portale è il risultato di una feconda collaborazione tra diverse istituzioni nazionali e regionali, associazioni culturali private e pubbliche che vanno tutte ringraziate per aver messo a disposizione idee ed esperti. Attraverso l’analisi delle carte e’ storicamente rintracciabile quel filo logico che spiega la ragione unica delle stragi e degli assassini politici del dopoguerra, generata dall’opposizione a ogni cambiamento sociale e politico”.


La presentazione è stata trasmessa in diretta sul sito www.piolatorre.it.


Nel video: Chiamando la Mafia per nome, Pio La Torre, monologo ideato e recitato da Giulio Cavalli.


12 aprile 2012

Commenti

Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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