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Medaglia per la libertà a Jan Karski

gli USA celebrano la memoria del Giusto polacco


Il Presidente americano Barack Obama ha insignito la figura di Jan Karski del più alto riconoscimento degli Stati Uniti. 

In un discorso al Memoriale della Shoah di Washington alla presenza del sopravvissuto e premio Nobel per la pace Elie Wiesel, il Presidente americano ha ricordato "il giovane cattolico polacco che vide gli ebrei salire sui carri bestiame e venire assassinati e disse la verità, recandosi di persona perfino dal Presidente americano" Franklin Delano Roosevelt.  


Jan Karski, emissario della Resistenza polacca, entrò clandestinamente nel ghetto di Varsavia e testimoniò invano quanto vide alle potenze occidentali, che non gli credettero. Nella sua impresa affrontò la tortura e i viaggi in bicicletta, in treno con le continue ispezioni dei nazisti e a piedi per tutta l'Europa fino al viaggio che lo portò negli Stati Uniti. 


Per questo grande testimone inascoltato, oltre che a Yad Vashem, esiste dal 2011 anche un albero al Giardino dei Giusti di Milano. 


Moshe Bejski che gli conferì la medaglia di "Giusto tra le Nazioni" ha detto di lui: "Mi ricorderò sempre la rabbia che aveva in corpo quando parlò davanti a me il giorno in cui ricevette l'onorificenza di Yad Vashem. Era ancora furioso con Roosevelt e Churchill, i due potenti capi della coalizione che non lo avevano ascoltato. Si sentiva uno sconfitto e io lo rincuoravo".   

24 aprile 2012

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Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime.Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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l'ufficiale circasso che denunciò i massacri a cui aveva assistito durante il genocidio degli armeni