La Nigeria sotto attacco
cristiani e musulmani moderati nel mirino dei fondamentalisti

Una suora nigeriana (foto Wikicommons, utente The Advocacy Project)
La setta di integralisti islamici Boko Haram sta conducendo una lotta senza quartiere contro il governo centrale della Nigeria. Dall'inizio dell'anno sono morte 450 persone tra cristiani e musulmani moderati, compresi esponenti del governo e pubblici ufficiali.
Il 29 aprile in una chiesa sono stati uccisi 19 cristiani e ora nei pressi del luogo di culto sono stati ritrovati tre ordigni esplosivi. A gennaio una serie di attacchi coordinati aveva causato una strage di 185 persone.
Di recente la BBC ha riportato una testimonianza intitolata "la mia città nel terrore", dove veniva descritta la distruzione di un centro abitato da parte dei guerriglieri Boko Haram, che compiono crimini efferati tra cui la decapitazione di chiunque vesta un'uniforme.
Gli integralisti, legati ad al Qaida, si presentano come antagonisti di un potere che non sa combattere le diseguaglianze. Benché si vantino con i giornalisti di avere guadagnato consensi, in realtà sono anche molto temuti per le loro imposizioni e la loro brutalità.
Secondo lo studioso della California University Paul Lubeck, interpellato dal New York Times, "la rivolta dei Boko Haram sta avendo un certo successo", e sta minacciando seriamente il debole governo nigeriano.
A Roma si è svolta una manifestazione contro la persecuzione dei cristiani con la partecipazione di cattolici, ebrei e musulmani.
10 maggio 2012
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