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"Noi tutti dobbiamo rompere l'omertà"

don Luigi Ciotti al funerale di Melissa Bassi


Don Ciotti e il padre di Melissa

Don Ciotti e il padre di Melissa

Solidarietà da Gariwo alle vittime dell'attentato di sabato all'Istituto Morvillo e Falcone di Brindisi e ai loro familiari. 
Ieri sera si è tenuta una veglia per Melissa, la giovane uccisa dalla bomba. Ai partecipanti, davanti alla chiesa madre di Mesagne è stato distribuito un foglio con una frase di Giovanni Falcone: "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno". Un altro volantino riporta l'ammonimento di San Paolo: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene". 


Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione contro le mafie Libera, ha detto nell'omelia: "Tutti dobbiamo rompere l'omertà, i silenzi, le complicità. Dobbiamo avere il coraggio delle nostre azioni. Il cuore ci deve dare la forza". Poi si è rivolto ai coetanei della giovane uccisa con queste parole: "Vi auguro di vivere, non di lasciarvi vivere. Oggi sia il giorno del silenzio. Melissa vive, deve vivere attraverso il nostro impegno, le nostre condivisioni. Melissa vive qui a Mesagne".


Nelle prime ore si era pensato che il vile attentato fosse stato compiuto dalla mafia, ma ora si sta facendo strada l'ipotesi di un gesto isolato. 


21 maggio 2012

La solidarietà a Brindisi

dopo l'attentato alla scuola

  • Foto di Domenico/Kiuz

  • Il ricordo dell'attentato a Londra (Foto di Lorenzo Amisano)

  • Una manifestazione a Roma (Foto di Sarasx)

  • La solidarietà di Savona (Foto di Robertamilano)

  • Commenti

    Resistenza alla mafia

    ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

    Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
    Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
    I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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    Approfondimento

    I Giusti contro la mafia

    documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

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    per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie