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Addio alla "ragazza di Bube"

Nada Giorgi


"È cattiva la gente che non ha provato dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno"
Carlo Cassola

Si è spenta a 85 anni Nada Giorgi una delle protagoniste della restistenza partigiana in Toscana e di una grande storia d'amore, che ha ispirato il libro di Carlo Cassola La ragazza di Bube e il film di Luigi Comencini.

Nada nasce a Pontassieve, durante i bombardamenti alleati sfolla con la famiglia a  Torre a Decima. Qui incontra Renato Ciandri, un soldato di Volterra, di cui si innamora e che sposa dopo una lunga prigionia per il delitto partigiano avvenuto alla Madonna del Sasso, nei pressi di Firenze, il 13 maggio 1945.


Nada si è sempre opposta alla tesi della colpevolezza del marito, sostenuta anche dal libro di Cassola, raccogliendo i suoi ricordi in un libro curato da Massimo Biagoni Nada. La Ragazza di Bube (Polistampa, 2006).


25 maggio 2012

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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