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Fermiamo il massacro in Siria

appello dello scrittore e attivista Shady Hamadi


Cari amici, 
Vi scrivo per informarvi che sono già passati oltre 17 mesi dall’inizio della rivoluzione siriana e il mio popolo continua a morire. Un genocidio senza precedenti, nella nostra storia recente, continua a essere perpetrato sotto gli occhi del mondo. Non ci bastano le parole di condanna, le risoluzioni e le espulsioni degli ambasciatori siriani dai paesi europei, se questo avviene dopo un ennesimo  massacro che questa volta è riuscito a far indignare il mondo politico, rompendo un vergognoso silenzio. Vi vorrei mettere al corrente che dalla carneficina di Houla, dove persero la vita 25 bambini e oltre 90 civili, almeno altre 200 persone in Siria sono state uccise.


Cari pacifisti, che vi siete mossi contro la guerra in Iraq e contro l’intervento americano ed europeo in Afghanistan, dove siete oggi per la Siria? I proiettili che falciano uomini, donne e bambini sono iraniani. I missili che bombardano le città provengono dalla Russia e dalla Cina. È un fatto appurato che migliaia di soldati iraniani e miliziani di Hezbollah siano presenti nel paese e combattano al fianco dell’esercito regolare siriano in questa campagna di sterminio, che ha molto in comune con tragedie che hanno toccato l’Europa nel secolo scorso. Non è quindi già in corso un intervento militare esterno in aiuto del regime?


Cari amici cristiani; nelle piazze di Damasco, Homs, Aleppo, in tutto il paese, ci sono anche i cristiani che manifestano a fianco dei musulmani. Questa rivoluzione non è nata per motivi religiosi ma per un semplice anelito di libertà che accomuna tutto il popolo siriano, a prescindere dall’etnia o dalla religione. “Noi non siamo terroristi” continuano a scrivere sui cartelloni i giovani manifestanti. Abbiamo ancora bisogno di ribadirlo?
Vi scrivo, come già vi hanno scritto numerosi intellettuali siriani, per dirvi che il silenzio è il miglior complice del governo siriano e il tacere di fronte a quello che accade nel mio paese, che non vive una guerra civile bensì uno sterminio di civili, vale quanto i proiettili che hanno ucciso i bambini a Houla.


Aiutateci a non rimanere soli nel momento più buio della nostra storia.
Voglio concludere questa lettera con una richiesta particolare agli amici russi e agli iraniani. Vi chiedo di trarre la forza e l’ispirazione dalla nostra tragedia, dai nostri morti, comportandovi da uomini giusti: non siate più complici dei vostri governi.

Analisi di Shady Hamadi, scrittore e attivista siriano

31 maggio 2012

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