English version | Cerca nel sito:

Il criminale nazista Faber muore in libertà

la Germania non l'ha mai estradato


Klaas Faber, responsabile della Shoah nella sua nativa Olanda e ricercato numero 3 del Centro Simon Wiesenthal, è deceduto in libertà a 90 anni nella città tedesca di Ingolstadt. E' vissuto indisturbato in Germania per decenni, ed era addirittura cittadino di questo Paese per effetto di un decreto del 1943 con cui Adolf Hitler naturalizzava gli stranieri che si erano distinti per fedeltà al suo regime. 

Quando i nazisti avevano invaso i Paesi Bassi, Klaas Faber e il fratello Pieter Johan si erano uniti alle SS. Anche il padre era un fervente collaborazionista, ucciso nel 1944 dalla Resistenza olandese. Nel 1947 una corte olandese condannò Klaas per avere ucciso ebrei in tre località del Paese tra cui il famigerato campo di transito di Westerbork, da cui, tra gli altri, anche Anna Frank fu deportata.  


Evaso nel 1952 dalla prigione vicina alla frontiera tedesca, Faber fuggì a Essen in Germania e divenne cittadino in base alla legge nazista che non era stata abrogata. Gli olandesi si rimisero sulle sue tracce nel 1954, ma da allora scandalosamente la Repubblica Federale Tedesca ha sempre coperto l'ex SS asserendo che le sue leggi vietavano l'estradizione dei cittadini tedeschi.


Nel 1953 il New York Times denunciava "il numero crescente di tedeschi" che provavano "simpatia verso i criminali nazisti e i loro atti". L'incredibile vicenda è proseguita per molti lustri, con un culmine nel 2006, quando la magistratura tedesca che esaminava prove fornite dai colleghi olandesi concludeva che Faber non era colpevole di omicidio ma solo di delitti (almeno 30 capi d'accusa) per i quali era subentrata la prescrizione


Nel 2010 l'Olanda emanava il primo mandato d'arresto europeo nei confronti del criminale. I tedeschi però hanno rifiutato fino alla fine di consegnare Klaas Faber, che ora è morto senza che sia fatta giustizia.  


 

1 giugno 2012

Commenti

Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

leggi tutto

Scopri nella sezione

Multimedia

Addio a Schlomo Venezia

fu costretto a operare nel Sonderkommando

La storia

Gino Bartali

il campione che salvò gli ebrei