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Nomi e vicende dei deportati trentini nei lager

raccolti nel sito www.labstoriarovereto.it


Il Laboratorio di Storia di Rovereto ha pubblicato su internet un database con i nomi e le biogradie dei trentini deportati nei lager. 

Sono più di duecento i trentini che sono stati condotti nei campi di sterminio, pochissimi  di loro sono riusciti a fare ritorno a casa. Il sito ricostruisce le vicende dei deportati. Tra loro ci sono oppositori politici, antifascisti, partigiani, emigrati in Francia, catturati in seguito a rastrellamenti indiscriminati, i reduci dalla Guerra civile spagnola, i militari internati in Germania.


Tutte le informazioni che il Laboratorio di storia di Rovereto ha raccolto sono ora disponibili, nome per nome, su internet: le schede contengono i dati anagrafici, un breve profilo biografico fino all’arresto e alla deportazione e al ritorno in patria, quando c’è stato, forniscono luoghi e date, l’indicazione delle fonti e, ove disponibile, una fotografia. Quasi tutti erano trentini “dimenticati”; molti i morti “in terra inospitale” e non hanno sepoltura, né lapide, né monumenti. 


Il Laboratorio di storia di Rovereto, con il sostegno del Museo storico della guerra di Rovereto e il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, sta predisponendo la pubblicazione a breve di un “Dizionario biografico” a stampa, con testi di spiegazione e di interpretazione.

4 giugno 2012

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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