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Siria, fatwa contro il poeta Adonis

non favorisce gli islamisti


"Scrivo poemi per esprimere la felicità, per la gioventù araba che ha creato questa primavera" poetava Adonis, pseudonimo dell'artista ottantaduenne siriano Ali Ahmed Saïd Esber, da sempre avversario di Assad, ma che ha poi denunciato una possibile deriva fondamentalista dell'opposizione. 

Ultimamente Adonis aveva scritto: "È assurdo che l'opposizione a una dittatura rifiuti ogni critica: non ci sarà democrazia. Io sono contro i regimi di Ben Ali e Assad. E contro l'opposizione islamista. Non voglio combattere un dispotismo per sostenerne un altro". 

È quindi scattata la fatwa per "apostasia ed eresia". Il massimo poeta arabo vivente candidato al Nobel è accusato dai wahabiti di "rinnegare la tradizione islamica" utilizzando uno pseudonimo ispirato a un dio fenicio, di "abbracciare l'empia modernità" per il suo impegno a conciliare Oriente e Occidente e di essere un artista "decadente e immorale". La sua opposizione all'islamismo politico è certamente implicata nel caso, perché gli estremisti sono molto irritati dal fatto che lui ha paventato qualche mese fa una "tragedia" nella ribellione. 


Alix Van Buren su La Repubblica scrive che l'inquisizione e gli appelli degli intellettuali non si erano ancora visti in un crocevia tradizionalmente tollerante come la Siria. Mentre Adonis preferisce tacere nel suo esilio parigino, gli amici paventano che possa essere ucciso da "gente diventata religiosa" e non mancano di rilevare che forse ha avuto ragione.

5 giugno 2012

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Fatima Mernissi

scrittrice, docente di sociologia all’Università Mohammed V di Rabat, Marocco