English version | Cerca nel sito:

Attacco all'associazione Libera

Incendiate le terre confiscate alla mafia


Il gruppo antimafia di don Ciotti è nel mirino di Cosa Nostra. Le cosche hanno colpito le cooperative che amministrano le proprietà confiscate ai malavitosi con una raffica di incendi a Mesagne, Belpasso, Castelvetrano e Partanna. 

Il fondatore di Libera ha dichiarato: "Non possiamo più pensare a delle coincidenze. Non possono lasciarci indifferenti i recenti episodi (...) dalla Puglia alla Sicilia, dal Lazio alla Calabria. (...)  Quei beni non sono solo uno schiaffo alle organizzazioni criminali, ma anche uno strumento per indebolirle in ciò che le rende forti: l'accumulazione illecita di capitali. Libera sente un debito di gratitudine verso chiunque, forze dell'ordine, istituzioni o amministrazioni locali, contribuisce per garantire la sicurezza di quelle realtà". 


Solidarietà di Gariwo a don Luigi Ciotti e all'Associazione Libera. Nomi e numeri contro le mafie da lui fondata. 

13 giugno 2012

Commenti

Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

leggi tutto

Approfondimento

I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

Scopri nella sezione

Multimedia

I cento passi

di Marco Tullio Giordana (2000)