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Così immagino il Giardino dei Giusti di Milano

Editoriale di Stefano Valabrega


Foto di Gariwo

Foto di Gariwo

Quando Gabriele Nissim mi ha offerto la progettazione del nuovo Giardino dei Giusti di Milano mi sono sentito lusingato per la proposta ricevuta ma, allo stesso tempo, ho percepito delle perplessità che ho cercato di comprendere nei giorni seguenti.
Certo, ritengo, sarei stato in grado di riprogettare il Giardino, dandomi una serie di temi progettuali quali i percorsi, le soste all’interno del Giardino, la qualità del verde, il rapporto con il resto del parco di Monte Stella e con la città, la monumentalità del nuovo intervento. Ma che importanza possono avere questi aspetti del progetto, rispetto al vero motivo per cui si sviluppa un nuovo Giardino dei Giusti? Forse che i Giusti siano più celebrati? Forse che un tipo di verde piuttosto che un altro renda maggiore “giustizia” ai Ricordati? Non credo proprio!
Credo piuttosto che si debba parlare dei Giusti, delle loro sofferenze, delle loro fatiche, del loro impegno per la salvezza di altri; credo si debba riconoscere nel loro operato un modo “universale” per interagire col mondo, accrescendo e diffondendo sempre più i criteri di giustizia.
Qualche settimana fa ho incontrato la responsabile del museo ebraico di Soragna, un piccolo museo ospitato negli spazi limitrofi al Tempio. La signora – non ebrea – è stata molto cordiale e gentile e mi ha raccontato la storia degli Ebrei di Soragna durante le ultime persecuzioni. Mi ha riferito di episodi in cui alcuni Ebrei sono stati nascosti e salvati da famiglie locali, che naturalmente rischiavano la vita. Mi sono rallegrato con lei per questi episodi di generosità ed eroismo della sua gente e la signora, molto tranquillamente, ha aggiunto che il comportamento delle famiglie era “normale” e non straordinario, che anormali erano le leggi razziali e le persecuzioni. 
Credo che a questa signora ed alla sua gente non serva un corso di aggiornamento sulla “giustizia”. 
E allora i Giusti vanno celebrati attraverso la diffusione delle loro storie e delle loro traversìe, parlandone, dibattendone e consentendo al maggior numero di persone possibile di capire che l’unico modo di vivere è quello in cui non ci si vergogni del proprio operato, che per essere in pace con se stessi si deve vivere consapevolmente la propria etica morale senza cedimenti.
Per diffondere le storie dei Giusti e il loro operato ho pensato allora di coinvolgere, in qualità di architetto, il maggior numero di persone possibile e ho ipotizzato un concorso di architettura.
Un Concorso organizzato dalla Facoltà di Architettura di Milano che consentirà a molti studenti di approfondire i vari argomenti utili a trattare il tema, da quelli di natura storica a quelli etico-filosofici a quelli progettuali. 
L’idea ha incontrato i favori del Presidente dell’Associazione Gabriele Nissim, del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del Vice-Preside della Facoltà di Architettura di Milano Gianni Scudo che, insieme ai Professori Alessandro Rocca e Lorenzo Conzales, ha strutturato un workshop in Facoltà, che si terrà in settembre e che si concluderà con l’esposizione delle opere in uno spazio pubblico messo a disposizione dell’Amministrazione Comunale.
Il tema è molto interessante e il lavoro di progettazione dei partecipanti sarà preceduto da una serie di comunicazioni che spazieranno dalla storia del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, primo dei Giardini realizzati, alla storia dei Giusti, fino all’ultimo episodio rilevante della proclamazione di una “Giornata Europea dei Giusti” ottenuta a Bruxelles con grande entusiasmo e fatica da Gabriele Nissim.
Ricordiamoci comunque che si tratta di un concorso di architettura e che i risultati dei lavori saranno progetti di architettura. Sarò particolarmente soddisfatto se le opere presentate riveleranno nella loro stesura l’impegno di realizzare un ampio monumento celebrativo che si relazioni, in termini formali e non solo, con la città e con il resto del parco, dando la possibilità in futuro di piantare nuovi alberi per celebrare altri Giusti.

Analisi di Stefano Valabrega, architetto, responsabile di Gariwo per la nuova progettazione del Giardino dei Giusti

19 giugno 2012

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