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Addio a Gitta Sereny, l'indagatrice del male

scrittrice e storica


Qualche giorno fa si è spenta Gitta Sereny, una giornalista e storica che ha dedicato la vita alla Shoah. Testimone dell'olocausto, ha seguito il processo di Norimberga. Tra i libri che scrisse ricordiamo In quelle tenebre, una intervista a Franz Strangl, il comandante del campo di Treblinka, condannato all’ergastolo per aver dato la morte a centinaia di migliaia di persone. Il risultato è un racconto lucido e folle.


Ghitta al processo di Norimberga incontra anche l'architetto personale  di Hitler,  Albert Speer, e Ministro per la produzione belga del Terzo Reich. Anni dopo conoscerà anche sua moglie, tra la giornalista e il nazista si instaurerà una sorta di amicizia. La scrittrice si domanda se l'uomo fosse a conoscenza del progetto di Hitler di sterminare gli ebrei. Da questo confronto nasce una biografia, In lotta con la verità, in cui emerge il fatto che Speer sapeva del progetto di Hitler ma scelse di non allontanarsi dal Führer.


21 giugno 2012

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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